Castagne: il “pane dei poveri”

Scritto da Dott.ssa Pamela Colasante il 18 novembre 2014. Inserito in News

Uno dei cibi tipici della stagione autunnale è senza dubbio la castagna. Questo frutto nutriente ed energetico, in passato era considerato essenziale nell’alimentazione del popolo tanto da guadagnarsi l’appellativo di “pane dei poveri”. La castagna, infatti, grazie al suo elevato contenuto di amido, può essere considerata una degna sostituta dei cereali più pregiati. Dal punto di vista nutrizionale risulta un ottimo alimento anche per il discreto contenuto di grassi, proteine, sali minerali (soprattutto potassio, fosforo, zolfo, magnesio, calcio, ferro) e vitamine (C, B1, B2 e PP). Queste caratteristiche, unite alla buona digeribilità, rendono la castagna un alimento ideale anche per gli sportivi e per chi è soggetto a stress fisico o intellettuale. Inoltre, questo frutto è ricco di fibre, importanti per regolarizzare la motilità intestinale.
Dalle castagne si ricava anche l’omonima farina, ingrediente base di molti dolci, polente e minestre. La farina di castagne viene utilizzata anche dai soggetti che presentano intolleranze ad alcuni cereali per coprire il fabbisogno di carboidrati.
Non ci sono particolari controindicazioni al consumo di castagne per le persone in salute. Tuttavia è opportuno consumarle con moderazione se si soffre di diabete, obesità e colite.

Avviso: festa dei 50enni

Scritto da Redazione il 8 novembre 2014. Inserito in EVENTI

Si organizza per sabato 6 Dicembre 2014 presso il Ristorante S. Eufemia – Fara Filiorum Petri
FESTA DEI CINQUANTENNI

Quota € 50 – Acconto € 30 da portare presso:
• Di Pretoro Elena (Video Sound Service) Via Marrucina, 70  - Tel. 0871-800181
• Tarabborrelli Paola (Filoflex) – Via Roma  -  Tel. 0871-84670
• Tilli Francesco (Parrrucchiere) – L.go Nicola da Guardiagrele  - Tel. 0871-84860
Guardiagrele (Ch)

Ælion in edicola

Scritto da Redazione il 30 ottobre 2014. Inserito in In Edicola

E’  in edicola il numero di Ælion con nuovi articoli e foto mandate da voi. Non perdetevi tutte le notizie, le attività e le novità di Guardiagrele.

Pubblicate le foto di: Piero Ferrari – Anna Desiderioscioli 

L’opera di Antonio Spinogatti – Tonia Orlando

Scritto da Redazione il 28 ottobre 2014. Inserito in Cultura

   

Era  un’idea che accarezzavo da tempo quella di una visita al nuovo laboratorio artistico di Antonio Spinogatti, perso nel verde di una vallata, ad alcuni chilometri da Guardiagrele.

Una visita  simile a quelle che di tanto in tanto gli facevo, quando volevo incantarmi davanti a qualcosa di bello, perchè le sue tele, anche allora, erano belle.

      Da qualche anno Antonio è lontano dal centro storico della città, dove uno squarcio di cielo tra grappoli di vecchie case costituiva la sua finestra sul mondo; ora è il verde silenzioso della campagna, riempito dalla pioggia, dalla nebbia o dal fresco, in un cocente pomeriggio d’estate, ad accompagnare la produzione artistica del maestro che ha preferito ritrovarsi nella quiete di uno scenario agreste.

      Anche se ad intermittenza, ho sempre seguito l’evoluzione artistica di Spinogatti, curiosa di conoscere dove quel percorso, intrapreso molti anni fa, l’avrebbe portato e quali sarebbero state le evoluzioni dei suoi colori, delle sue pennellate.

      Mi ritrovo cordialmente a chiacchierare con l’amico, ancor prima che con l’artista, sprofondata in una comoda poltroncina  azzurra che mi fa sentire bene, quasi in un nido, all’interno di uno spazioso studio, dove finisco per farmi contagiare da intensi attacchi d’arte.

      Già dalle prime battute della nostra cordiale conversazione, le parole di Antonio appaiono colorate e i colori, mi accorgo… continuano ad essere le categorie del suo linguaggio. In molti passaggi del suo dire, è come se i suoi occhi mi chiedessero di capire il pensiero che esprime, senza l’utilizzo delle parole per lui inutili, e se mi invitassero ad incontrarlo in una eternità visiva senza tempo, fatta soltanto di segni, di immagini.

      Antonio Spinogatti dipinge per necessità, non importa quale sia il soggetto, egli vuole esprimere un pensiero puro con la manualità del demiurgo. Le tele che tappezzano la grossa stanza, sono efficaci, leggere, vaganti e mirano a coinvolgere colui che osserva con l’utilizzo di uno stile semplice e colloquiale;  mi sembra di transitare in un presente incantato, di fronte al quale, in compagnia dello stesso autore, si rimane sospesi in una perenne attesa di significato, di senso, consapevoli delle dimensioni ristrette della vita, accettate così come appaiono, anche se il cuore chiede altro.

      Antonio ripercorre i suoi trent’anni di attività tra i colori e le tele, riferisce del GAD, il suo gruppo ANICONICO-DIALETTICO costituito da cinque artisti, fondato dal critico e storico dell’arte Giorgio di Genova, unito nella necessità di creare una realtà dialettica nella quale discutere di tecniche nuove legate ai linguaggi artistici contemporanei italiani.

      Da quel momento Spinogatti si dedica alla ricerca di strani risultati, frutto di studi di possibili identità tra un mondo ideale ed un altro, che appartiene all’opera prodotta, fino ad esiti provocatori.

      Nascono “i giochi d’acqua” dalle pennellate color smeraldo, giallo ocra, rosso porpora, dove il lavoro si apre, come in un prisma dalle mille facce, alle luci ed ai colori appartenenti ad un organismo molteplice e complesso.

     In una esplosione di trastulli visivi, di segni e di colori, nascono forme spettacolari, spesso fondate su intrecci destinati a trasformarsi in seduzioni festose; scompare lo sfondo, lo sviluppo narrativo della prima fase, quella delle figure vagamente umane, ed il Nostro si apre ad una realtà senza alcun significato, nella assenza di forme immediatamente riconoscibili.

     Il progetto diventa ambizioso e il percorso difficile e personale; l’autore si piega alla forza espressiva della sua ricerca, abbandona da quel momento attrazioni ed indirizzi fuorvianti e, nella convinzione che la pittura possa solo essere “aniconica”, si incammina in un sentiero nuovo.

     Convinto che anche la sua arte debba creare l’inganno, vuole solo essere se stesso;  in una ingenuità infantile si apre al mondo e con la semplicità più spiazzante si lascia prendere per mano dai toni di colore, dalle vibrazioni della luce, per “annegare”, senza alcuna monotonia, in una morbida bellezza, segno di una moderna sensibilità. Nascono raffinate soluzioni compositive in un alto concetto di creazione, l’opera acquista un valore estremo  tra il religioso e il magico che Spinogatti porta avanti sempre con eleganza, con una nota di solennità, vicina a temi meditativi segreti e profondi che arrivano a toccare forme alte di conoscenza.

     Le opere di Spinogatti sfumano così in immagini che rispondono ad una sintassi musicale delle pennellate, che sembrano uscire da uno sforzo ostinato e tenace; adotta un lessico artistico più alto, meno frammentario, i riferimenti alla realtà si fanno più tenui mentre crescono le evocazioni di ciò che è irraggiungibile. L’opera diventa di difficile lettura con i suoi passaggi rapidi, inconoscibili, inaccessibili. La ricerca si fa più costruita ed articolata in uno strano amalgama di materiali e di segni.

      Ma la capacità di credere, di immaginare e di sognare non viene meno.

      Rimane la volontà di sentirsi sempre  dentro la vita, che viene accettata ed espressa   in scelte che rivelano integrità morale e limpidezza interiore.

      I motivi al centro dell’esperienza pittorica di Antonio Spinogatti finiscono per esprimere la nostalgia dell’uomo moderno che aspira ad uscire dalla civiltà artificiale e meccanizzata per ritrovare un rapporto ormai perduto con la parte più profonda di se stesso e della natura.

      Si realizza pertanto l’affermazione di quella libertà con cui il processo era iniziato, che sempre si era opposto al “principio” e alla “norma”. Si sviluppa una percezione che trova nella natura una fonte di contemplazione artistica; il suo paesaggio, dalle linee vaghe, evoca spesso quella “montagna” che rappresenta il  vissuto dell’autore, riprodotta a metà strada tra il bosco e la vetta, nei colori dell’azzurro del cielo e del bianco delle nuvole, con qualche macchia di verde. E’ una nuova dimensione artistica che esalta, nell’uso dei colori,  paesaggi naturali idealizzati.

      E così, questa continua evoluzione finisce per toccare il “matafisico” dove le effusioni e la piacevolezza delle tinte chiare e luminose, insieme con le linee sinuose, semplificano le strutture ma le arricchiscono di un inconoscibile significato raffinato e prezioso.

Pallamano – Massimo Mattioli

Scritto da Redazione il 24 ottobre 2014. Inserito in News, Sport

Sabato al via la Serie B maschile

appuntamento al Palagrele alle 17.30 per Handball Guardiagrele – Hc Camerano

Prende il via il campionato di Serie B maschile di pallamano che vede ai nastri di partenza, per la terza stagione consecutiva, la Handball Guardiagrele. Girone abruzzese-marchigiano con dodici squadre al via. Cinque le rappresentanti marchigiane: Chiaravalle, Arcobaleno Osimo, Monteprandone e due squadre di Camerano, la Pallamano e la H.C. Camerano. Ancora più nutrita la rappresentanza abruzzese: L’Aquila, Chieti, Pescara, Torelli Teramo, Vasto, Taem Teramo e Guardiagrele. Se nella scorsa stagione il campionato di Serie B era arricchito dalla presenza del Città Sant’Angelo, ripartita dalla B dopo aver rinunciato alla serie A1 per motivi economici, quest’anno sono ben due le abruzzesi che hanno seguito la stessa strada. Si tratta del Chieti e del Team Teramo, che solo pochi mesi fa militavano nella serie maggiore della pallamano italiana. Se a queste due blasonate aggiungiamo il Pescara ed il Monteprandone, che fino a poco tempo fa militavano in A2, è evidente che si tratta del girone di Serie B di maggiore qualità e, ovviamente, difficilissimo. Tornando alla squadra guardiese c’è da dire che c’è stato un cambio tecnico. A Franco Rapposelli, comunque sempre vicino ai gialloblu guardiesi, è subentrato Dino Nebuloso, mitico rappresentante della pallamano pescarese ma da molti anni legatissimo al club guardiese nel quale ha militato a lungo anche come giocatore. Vista la presenza di squadre ricche di giocatori di categoria superiore diventa difficilissimo candidarsi ad un ruolo da protagonista e di pretendente alla promozione ma l’esperienza insegna che i pronostici della vigilia possono essere sempre smentiti. L’organigramma dei guardiesi non sarà ricco di nomi prestigiosi ma si presenta completo in ogni ruolo in un mix di esperienza e di gioventù che lascia ben sperare per il futuro. Questa la rosa completa dell’Asd Handball Guardiagrele: Paride Cucinieri, Nicola Di Martino, Luca Massari, Giovanni Orlando, Massimo Di Prinzio, Stefano D’Ottavio, Davide Nicodemo, Simone Sciubba, Mattia Rapposelli, Giacomo Garzarella, Gianni Lombardi, Valerio Bartolucci, Gianmarco Primavera, Mattia Colasante, Federico Fontana, Massimo Colasante, Guido Adorante, Enrico Taraborrelli, Giuseppe Ranieri e Patrick Cinquino, Elio Wolter, Giovanni Di Cocco ed il capitano Francesco Iezzi.

Sabato 25 al Palagrese esordio contro l’Asd Camerano, il presidente Antonino Di Martino ed il suo vice Alessandro Bartolucci chiamano a raccolta la tifoseria gialloblu.

Nel prossimo turno (1° novembre alle ore 18.00) impegno in trasferta Vasto.

 

Ælion in edicola

Scritto da Redazione il 23 settembre 2014. Inserito in In Edicola

E’  in edicola il numero di Ælion con nuovi articoli e foto mandate da voi. Non perdetevi tutte le notizie, le attività e le novità di Guardiagrele.

Pubblicate le foto di: Anna Desiderioscioli – Piero Ferrari 


Tommaso Dell’Arciprete, una menzione d’onore

Scritto da Redazione il 21 settembre 2014. Inserito in EVENTI

Nel luglio scorso il nostro concittadino Tommaso Dell’Arciprete, 17 anni,  ha concluso i suoi studi musicali  presso il Conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara sotto la guida della prof.ssa  Daniela De Ninis.

Tommaso si è  diplomato col massimo dei voti, dieci, più la lode e la menzione d’onore.

La commissione d’esame ha apprezzato la sua solida preparazione strumentale, una spiccata personalità, potenza di suono, chiarezza espositiva e  la maturità interpretativa che va oltre la sua età.

Complimenti vivissimi a questo giovane pianista e grande talento da seguire!