Storie criminali. La rapina a Francavilla porta il marchio della banda Battestini. Trent’anni fa l’omicidio a Filetto

Scritto da ettore cappetti il 9 luglio 2011. Inserito in News

                            Nino Mancinelli, 41 anni di Cappelle sul Tavo, è morto ieri mattina durante una sparatoria con i carabinieri in seguito ad una rapina alla filiale della Banca Toscana sulla strada Nazionale adriatica a Francavilla Al Mare. Il nome di Mancinelli detto nell’ambiente della malavita pescarese “Caffettino” fa tornare alla mente le “gesta” della banda Battestini che a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, seminò il panico in Abruzzo. Mancinelli faceva parte della seconda generazione della banda che dopo l’arresto dei fratelli Rolando e Pasquale Battestini, si era specializzata in rapine e assalti a furgoni portavalori. (continua…)

La storia della banda Battestini inizia a metà degli anni settanta e attraversa la cronaca nera per diverso tempo. Una storia da Romanzo Criminale di provincia. Se fosse ancora vivo, oggi sarebbe un uomo libero  Rolando Battestini, soprannominato il Vallanzasca d’Abruzzo che avrebbe finito di scontare i suoi 29 anni di reclusione nel 2010, ma morì suicida a marzo del 1992 nel carcere di Campobasso. Il fratello Pasquale fu ucciso nel 1988 a Giulianova mentre tentava di forzare un posto di blocco. La banda Battestini mise a segno 114 rapine e due omicidi e un’evasione armata dal carcere di San Donato a Pescara nel 1985 nel corso della quale due elementi furono uccisi dalla Polizia.
Uno dei due omicidi della banda avvenne a Filetto, un paese di mille abitanti dove non succede mai nulla. Una sera d’inverno dei primi anni ’80, una macchina della banda Battestini parcheggò nella piazzetta dove ancora oggi c’è l’unica farmacia. Poco prima dell’orario di chiusura, quattro malviventi pistole in mano, entrarono e chiesero soldi e medicine al dottor Libertini. Fuori era buio e un commerciante che usciva dal vicino bar per tornare a casa, ebbe la sventura di guardare dentro la farmacia e si accorse che qualcosa non andava. Rolando Battestini incrocio lo sguardo di Nicolino (così era chiamato da tutti in paese) uscì e gli sparò senza pietà lasciandolo a terra in una pozza di sangue. Un fatto di cronaca che gettò nel terrore la piccola comunità di Filetto. Ogni volta che lo spettro della banda Battestini riappare la ferita di quell’omicidio così assurdo si riapre.
Ettore Cappetti – 9 luglio 2011

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