C’è un grande bisogno di “buono”

Scritto da Tonia Orlando il 30 gennaio 2012. Inserito in News

AssisiPax InternationalPrimo Piano di Padre GianMaria Polidoro

Una serata speciale, la scorsa, del ventinove gennaio 2012 in una elegante sala, presso il Parco delle rose in località Rocca San Giovanni. L’Associazione culturale Frentana, nell’occasione dei suoi quindici anni di efficace attività di promozione e coinvolgimenti culturali su tutto il territorio frentano ed oltre, ha voluto festeggiare l’anniversario con un pranzo comune, che ha visto la partecipazione di oltre cento persone. Tra le tante, la presenza certamente più gradita è stata quella umile e discreta del Padre Gianmaria Polidoro francescano, che nel mezzo della serena convivialità, ha presentato: “Assisi Pax International”, l’organizzazione che, partendo da Assisi ritenuta la cittadella della Pace, va estendendo le sue ramificazioni in tutto il mondo all’insegna di una nuova e necessaria “Civiltà della convivenza umana”.   …(continua)
Siamo tutti ormai convinti, nell’impotenza più totale, che ai nostri giorni, nella nostra società e tra i popoli del mondo, sia imperante un rapporto conflittuale e rissoso. Andiamo ripetendo, da più parti, come una inefficace litania, quanto sia difficile rapportarsi con i nostri simili e farlo nella maniera più semplice e civile. In famiglia, nei condomini, nei posti di lavoro, in ambienti politici ed economici, ovunque ci ritroviamo per vivere giornalmente la nostra esistenza, è come se la diffidenza e la  malafede avessero  preso il sopravvento e non si riuscisse a comunicare nel rispetto e nella tolleranza. Insomma, siamo tutti consapevoli che “l’attuale assetto culturale dell’umanità poggi su prevalenti rapporti conflittuali e di potere a tutti i livelli”.
E’ necessario ricominciare e l’Associazione Assisi Pax nasce come “cammino concreto di civilizzazione umana” orientata verso una cultura di pace.
Perché si avvii un processo importante, è necessario partire da alcune categorie fondamentali che nel nostro piccolo, ognuno di noi potrebbe fare sue e riutilizzare giornalmente nei suoi incontri con l’altro:
-imparare a leggere la realtà e capirla;
-parlare usando un linguaggio dolce che eviti verbi come “vincere”, “sconfiggere” che richiamano posizioni mentali conflittuali;
-dialogare scoprendo ed apprezzando il positivo che è nell’altro;
-porsi in maniera “non violenta”
-convincersi che la pace non sia solo possibile ma anche conveniente per se stessi e per l’altro.

E allora, è necessario che ognuno di noi cominci ad operare in “zona pace” facendo in modo che le sue azioni quotidiane  rientrino in uno stile di vita non più basato sulla conflittualità ma sulla “collaborazione competitiva e contagiosa che nasce da una visione altamente positiva di ogni tipo di relazione umana. Così facendo sperimenteremo come  sia possibile “una competizione in chiave di agonismo e non di antagonismo”, oppure un rapporto  economico nuovo che abbia come  base la reciproca e confortante valorizzazione.
Non ci resta che partire, convinti che non si tratti di utopia ma di semplice,  paziente, quotidiana, realtà.

 

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