Inciviltà e vandalismo delle nuove generazioni guardiesi.

Scritto da Fabio Di Cocco il 23 gennaio 2012. Inserito in News

Ragazzate, bravate, birichinate, monellerie. Sinonimi che tentano di giustificare, in qualche modo, atti e comportamenti di giovani generazioni annoiate, demotivate, apatiche e prive di qualsiasi senso di responsabilità e di rispetto ma, soprattutto di buona educazione. Nelle foto pubblicate a corredo di questo articolo è possibile vedere piccoli segnali di questo “disagio” che silenziosamente percorre le nostre strade cittadine deturpando, imbrattando, distruggendo tutto quanto è pubblico, apparentemente senza proprietà. Lungo Via Cavalieri, da poco più di una settimana, sono stati apposti nuovi cartelli che segnalagno il divieto di parcheggio con conseguente rimozione forzata puntualmente imbrattati con scritte a pennarello indelebile. Questa mattina, invece, nell’atrio della scuola materna del Rione Cappuccini, un contenitore per la raccolta della carta che da molti mesi svolgeva egregiamente la sua funzione, è stato ridotto ad un mucchietto di cenere dal piromane di turno che non aveva nulla di meglio da fare in una fredda domenica di gennaio. Piccoli esempi che, sommati ai tanti che balzano agli occhi passeggiando nel Centro storico di Guardiagrele, ci rendono un quadro della situazione estremamente preoccupante. …(continua)Lampade ed arredi urbani divelti, danneggiati, fioriere spaccate, panchine piegate, muri imbrattati, affissioni selvagge di manifestini stampati in proprio. Un esempio ancora più preoccupante mi è capitato sabato pomeriggio nel parco giochi della Villa Comunale da poco rimesso a nuovo dal Comune. Ebbene, nonostante i cartelli che vietano espressamente l’uso dei giochi a ragazzi di età superiore ai 12 anni, un bel gruppetto di adolescenti in piena tempesta ormonale si aggirava come un branco di scimmiette impazzite tra le attrazzioni riservate ai piccini; nonostante le loro dimensioni non più adatte a quei giochi continuavano imperterriti a salire su altalene e scivoli, prendendo a calci e a spintoni la piccola casettina di plastica e il girello di legno. Quando, con estrema cautela, mi sono permesso di far notare a queste piccole furie che forse quello non era un posto destinato a loro e che con la condotta che tenevano in quel momento stavano rischiando di danneggiare un bene pubblico, una ragazzina poco più che tredicenne, dagli occhi azzurri e con il viso angelicato, l’immancabile sigaretta tra le dita,  le guance arrossate dal freddo della sera ed una serie infinita di collanine e braccialettini che ne aggraziavano la figura, con il garbo e la grazia di uno scaricatore di porto mi ha caldamente invitato a farmi (edulcoro la parola) i “fatti” miei, invitandomi con altrettanta grazia ad andarmene a quel paese, poiché non  ero “mica suo padre !”. Non ho avuto la forza di controbatte e, sconfitto, ho battuto in ritirata con un senso di amarezza e di tristezza non tanto per quello che mi era stato appena detto,  quanto  per l’amara constatazione  che questi ragazzi dovrebbero rappresentare la nostra speranza per il futuro. E dire che ai tempi della mia infanzia (solo 30 anni fa) bastava non dare il “buongiorno” al primo adulto di turno che incontravi la mattina, per ritrovarti una bella “cinquina” stampata su una guancia o un pesante 41 di scarpe appoggiato al sedere. Oggi questi atti potrebbero essere  interpretati come “abusi” sui minori ma non vi nego che io, a quella ragazzina, gli avrei regalato volentieri un bel ceffone e ai suoi amichetti, che dopo la sua colorita invettiva nei miei confronti se la ridevano dileggiandomi ulteriormente, avrei dato tanti bei calcioni sul fondo schiena, appellandomi al famoso adagio tratto dalla saggezza dei nostri antichi padri che recita: “bott’ e panell’ fa lu fìje bbelle”.

Io, forse, sono troppo all’antica e un po’ tradizionalista, ma basterebbe installare qualche videocamera di sorveglianza in più nel perimetro cittadino ed intensificare i controlli da parte delle forze dell’ordine, applicando le giuste sanzioni. Tornano alla mente, in questo momento, le storiche imprese e le gesta del vigile urbano “Pinocchio” che terrorizzò intere generazioni di giovinastri con la sua minacciosa frase “se ti chiappe…”

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Commenti (4)

  • marco pantalone
    23 gennaio 2012 alle 15:17 |

    bellissimo articolo fabio, un problema che sento molto anche io e che non solo mi infastidisce, ma crea danni al patrimonio pubblico di molte cittadine, rovinando gli sforzi di quanti fanno tanto, spesso a loro spese, per renderle più belle e piacevoli. Alla faccia delle telecamere, penso che nei nostri piccoli comuni basterebbe un passaparola per scoprire in breve tempo chi ha fatto la bravata…e poi a quel punto, non solo mega multa ma anche servizi sociali per ripulire il danno fatto e visto che ci siamo anche per pulirne altri. in america si usa mettere una casacca ai colpevoli dei danni al patrimonio pubblico, in modo che quando stanno ripulendo quello che hanno danneggiato la gente li possa riconoscere e farli sentire quel che in realtà sono:delinquenti che danneggiano una cosa che è di tutti.(e non c’entra niente se sono minorenni, in quei casi insieme ai teppistelli si dovrebbero mandare i genitori stessi). Questa estate ho trovato due ragazzine in piedi, comodamente sedute sul monumento ai caduti delle vittime civili(a 2 metri da terra, si erano arrampicate). non ti dico il cazziatone che si son prese, si son vergognate e sono scese subito.Tocca ai cittadini farsi sentire senza temer la vergogna di poter esser in difetto(nel dire ad altri che questo non si fa) quando invece si è nel giusto.

  • negrita
    23 gennaio 2012 alle 16:41 |

    noi genitori di bambini piccoli siamo ormai disperati: anche di giorno, qs terribili adolescenti occupano altalene e girello al parco giochi, e tante volte ho ricevuto minacce anche io di farmi i c miei; per nn parlare dei ragazzini che giocano a calcio lì dentro con palloni di cuoio,in uno spazio ristretto: non oso immaginare se colpisce un bambino di 2-3 anni, nn ne sono sicura, ma nn c’è manco un divieto di giocare a pallone all’ingresso. Ora rimpiango i tempi quando c’era il custode Michele, e potevamo stare da soli a giocare: adesso noi ce lo scordiamo di lasciarci i nostri figli!

  • luciano
    23 gennaio 2012 alle 17:50 |

    Caro Fabio,
    più volte Aelion,anche attraverso la mia “rubrica” si è occupato di questo grave problema cittadino(vedasi in proposito i vari n.ri del nostro giornale)che, oltre a provocare enormi danni alle casse comunali,genera insicurezza e cattiva immagine al visitatore. Il problema sta nell’educazione che si da in casa a questi “teppistelli” (con i quali molte volte mi sono confronatto anch’io nella Villa Comunale) e in una buona dose di “multe salate” (ben venga quindi l’uso della telecamera)da parte dei VV.UU.che dovrebbero svolgere un giro di ricognizione(ogni tanto). Ma credo anche che sia il cittadino a doversi “riappropriare” della Propria Città e dei beni comuni difendendoli dai prepotenti e dagli arroganti.

  • marco
    25 gennaio 2012 alle 16:03 |

    giustissimo, luciano dice bene. denunciate denunciate denunciate. non abbiate paura di proteggere quello che è di tutti e che pochi vogliono distruggere. basta una telefonata ai vigili.

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