Il “miracolo” di Auriti – Paolo Damiano

Scritto da Paolo Damiano il 21 febbraio 2012. Inserito in News


Filettino è un comune del Lazio, in provincia di Frosinone, situato al confine con l’Abruzzo. Conta 500 abitanti eppure lo hanno conosciuto in tutto il mondo…Tutto merito dell’ambizioso sindaco Luca Sellari che vuole far diventare il suo comune un principato rendendo la comunità autonoma e indipendente. Autonomia e indipendenza che sarebbero più che garantite dalle risorse del territorio: Filettino infatti, possiede uno dei bacini idrici più grandi d’Europa e la sua acqua arriva ai rubinetti di Roma e a quelli di altri cinquanta paesi.…(continua)Fino ad ora però, il comune non ha mai ricevuto alcun rientro economico da parte dello stato o della regione. Il sindaco si è stancato e così ha iniziato anche a battere moneta: “Fiorito” è il nome della nuova moneta che è in rapporto di 2:1 con l’Euro (un Fiorito vale circa due Euro). Lo stesso rapporto che aveva il SIMEC del nostro Prof. Giacinto Auriti che, dopo la Rivoluzione Francese vantava la Rivoluzione Guardiese con la quale voleva trasformare, come soleva dire, la sua e nostra amata Guardiagrele in una “piccola Svizzera”. Non sappiamo come il sindaco di Filettino voglia utilizzare il “Fiorito” ma conosciamo bene il metodo utilizzato del professore “contadino” che tanta speranza portò all’economia della nostra Comunità. Permettetemi, allora, di ricordare brevemente il metodo rivoluzionario del Prof. Giacinto Auriti (anche nel caso in cui Sellari decidesse di imitarlo): I Guardiesi cambiavano gli euro (all’epoca erano le lire ma per semplificare parliamo di euro, tanto per il nostro discorso non cambia nulla) con i SIMEC. Auriti per ogni euro dava un SIMEC. Ciò significa che cambiando uno stipendio di 1000 si ottenevano 1000 SIMEC. Il bello, ed ora fate attenzione, era che un SIMEC valeva 2 euro quindi cambiando 1000 euro in SIMEC si ottenevano 1000 SIMEC del valore di 2000 euro. In questo modo i consumatori di Guardiagrele potevano spendere il loro stipendio acquistando merce per 2000 euro invece che per 1000. Auriti riusciva così a raddoppiare il potere di acquisto di tutti i suoi concittadini. Naturalmente, dato che non tutti i fornitori dei commercianti accettavano i SIMEC e dato che alcuni beni dovevano per forza essere pagati in euro (benzina, autostrada, tasse, ecc) i guardiesi dovevano anche riconvertire i loro SIMEC in euro e tornavano da Auriti (che aveva il “borsino” sotto casa sua in Piazza Santa Maria Maggiore). Il lettore più attento noterà che in questa situazione compare un problema: se Auriti aveva emesso un totale di, facciamo un esempio, un milione di SIMEC e di conseguenza possedeva in cassa un milione di euro, come avrebbe fatto a riconvertire i SIMEC in euro considerando che un SIMEC valeva 2 euro? Gli sarebbe servito il doppio di quello che possedeva, ovvero 2 milioni di euro… Auriti aveva già considerato il problema e lo aveva risolto grazie alle sue doti di grande studioso della moneta: la soluzione che aveva utilizzato era la “velocità di scambio”. Apro una parentesi: la crisi, da un lato, è stata determinata con la “vendita”, a Enti Istituzionali, dei così detti Derivati che sono strumenti finanziari dipendenti dal valore sul mercato delle attività cui fanno riferimento,  il cui guadagno viene dato a partire da un futuro tempo “x” ma se, come è avvenuto, vengono fatti “cadere” da azioni speculative, la perdita è immediata e a compensazione dell’acquisto si deve andare ad indebitamento. E, dall’altro, dalla rarefazione monetaria. Ovvero, come ha messo in essere anche Monti, dal ritiro di liquidità dal mercato che, però, per il solo fatto di circolare crea opportunità economica e movimentazione commerciale. Auriti aveva calcolato che era impossibile che tutti i guardiesi fossero andati contemporaneamente a riconvertire i SIMEC in euro e quindi, se ci fossero andati un po’ alla volta, come fu, lui avrebbe avuto sempre a disposizione gli euro per tutti. E dico che il Professore, forse inconsciamente, aveva adottato la massima del: ”Il nemico si combatte con le sue stesse armi” … Scusate, ma non è lo stesso calcolo del sistema bancario? E se tutti ritirassero la propria “liquidità” di proprietà? Le banche “private” fallirebbero! Così i banchester hanno limitato la liquidità in circolazione, indirizzato e sovra ordinato il prelievo con i banco-mat  … Ma pensate un po’ a cosa accadrebbe se questi banco, una mattina, diventassero tutti “matti” per un virus nel sistema informatico e non si potessero più fare prelievi per fare la spesa, comprare medicine, mettere benzina, ecc. … Non l’hanno considerato …? O forse sì … e dopo le manovre lacrime e … scorrerà il sangue. Resta il fatto che con questo semplice metodo, il professor Auriti insieme all’allora, è d’obbligo dirlo ed è doveroso riconoscerglielo, sindaco di Guardiagrele, Franco Caramanico,riuscì ad ottenere quello che BCE, FMI e gli economisti e i monetaristi di tutto il mondo non hanno neanche mai sognato di raggiungere: potere d’acquisto doppio per ogni cittadino. Magari a Filettino o in qualche altro comune si ripeterà il “miracolo”.

Il Segretario de LA DESTRA Guardiagrele Paolo Damiano

 

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