Le cartoline di un tempo

Scritto da Tonia Orlando il 7 febbraio 2012. Inserito in News

Cartoline…Ma quante ce n’erano in casa di vecchie, passate cartoline. Si trattava di sottili, delicate fotografie di luoghi lontani,  che qualcuno ci coinvolgeva a visitare soltanto con la mente, con il cuore.
Un movimento stilistico, quello delle cartoline, che incastrava l’immagine con la funzione di uno scritto, di un pensiero, di un saluto. Si trattò di un linguaggio che coinvolse un’intera epoca, dagli effetti intimi e suggestivi. Una cartolina portava con sé la cattura di un attimo, la sintesi di un luogo lontano  che facevi tuo attraverso la percezione di colori, di chiaroscuri, di prospettive, di luce. La piccola e delicata missiva, in genere, perveniva che eri in uno stato di inerzia e di indefinibile collocazione esistenziale e in quella quiete, il tenero messaggio su lucido cartoncino ti faceva godere del pensiero dell’amico lontano o del piacere dell’amore vicino.  …(continua)
Le mie cartoline erano teneramente custodite in una voluminosa scatola quadrata di cartone, legata da un lucente fiocco di raso. Molte volte le sparpagliavo a terra, le rileggevo all’infinito perché,  soltanto per un’ora,  mi facevano viaggiare. Ciò nonostante, le immagini mi sembravano sempre nuove, inconsuete,  come i paesaggi che ammiravo insieme con le vedute urbane o i monumenti, le chiese, le cattedrali; erano frammenti di realtà che finivo per ricomporre in una personale rappresentazione e in un linguaggio artistico in grado di trasmettere forti sentimenti.
Per i compleanni e gli anniversari, il postino consegnava cartoline che a livello emozionale erano di grande impatto; potevano essere immagini sfumate al limite dell’evanescenza o rappresentazioni ben definite di rose, di fiori campestri, di orchidee, di tulipani. Queste ultime erano un’armonia di forme e di colori, erano gioielli che costituivano immagini cariche di un intenso senso di gioia.
Più tardi, ahimè, le cartoline sarebbero state capaci di verificare i  mutamenti sociali e culturali, quando la diffusione di nuovi mezzi molto più rapidi ed efficaci avrebbero dato vita ad un panorama comunicativo composito e frenetico. Si sarebbero elaborate nuove teorie sul linguaggio astratto e una gamma infinita di simboli e significati mai conosciuti prima.
Le cartoline? Inutili, sorpassati feticci ai quali avremmo dovuto dire addio per sempre.

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