L’incanto di una nevicata

Scritto da Tonia Orlando il 3 febbraio 2012. Inserito in News

Finalmente la bella, bianca sorpresa.
Questa notte c’è stata la tanto attesa nevicata che pare… potrebbe estendersi anche alle prossime ore. Non  si è trattata di quella piccola bufera che aveva ricoperto Guardiagrele un anno fa, di un sottile manto bianco “a pele de vove”, come aveva scritto il caro ex  direttore Nando Ferrari, che salutiamo con grandissimo affetto, ma è stata una nevicata importante, che certamente aspettavamo.
I miei alunni, poi, già quindici giorni fa, mi avevano annunciato: “Professoressa, ci sarà la neve”! Ed io, ai miei  ragazzi avevo creduto, li avevo presi sul serio, anche perché loro mi dimostrano ogni giorno di avere sempre ragione.  …(continua)
In realtà, mentre tutta l’Europa e l’Italia del nord erano strette in una morsa di neve e gelo, da noi le serate continuavano ad essere troppo miti e troppo stellate.
Sono sincera, non ci speravo più e l’idea di finire l’inverno senza una bella, corposa nevicata, mi infastidiva, specialmente da quando i miei alunni mi avevano trasmesso quella innocente, fanciullesca trepidazione, che non riuscivo, esasperatamente a contenere.
E invece…stamane, all’alba, il silenzio era assordante. Dalle auto che in genere sfrecciano frettolose, nessun sentore. Era tutto immobile, cristallizzato. L’immagine, più tardi, sarebbe stata magica. Sulla strada era un merletto bianco, simile ai candidi filet all’uncinetto prodotti dalle mani laboriose delle nostre mamme della bella Guardiagrele. Avevo la percezione che quella nevicata riuscisse a mettere ogni cosa al suo posto, ridesse ordine al mio quotidiano e mi costringesse al riposo, ai tempi lunghi, alla riflessione. Con la neve il paesaggio era cambiato, erano scomparsi i toni grigi della città e i contorni e le forme delle cose si erano sfocati per assorbire la luminosità della coltre nevosa.
Man mano che i milioni di fiocchi leggeri si posavano a terra, avveniva una lenta, progressiva rarefazione dell’immagine, che finiva per perdere gradualmente le sue forme ben definite e farsi illusione, favola, sogno.
La coltre nevosa creava atmosfere misteriose estetizzanti, luminescenti, che costituivano un nuovo stile espressivo di tipo decorativo, complesso e prezioso.
Mi  va, per questo, di godere di scenari così unici, così speciali , che solo per qualche giorno avranno la capacità di rivoluzionare le immagini visive alle quali siamo abituati e renderci gratuitamente partecipi di uno spettacolo innocente, incontaminato ed unico.

 

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