Passata la festa, gabbato il Presidente – di Gianna Di Crescenzo

Scritto da Redazione il 20 marzo 2012. Inserito in News

A riprova di quanto l’adesione di questa Amministrazione a certi principi e idealità sia scarsa e solo di facciata, c’è il totale disinteresse e il silenzio sotto cui, lo scorso 17 marzo, è passato l’anniversario dell’Unità d’Italia. Nel 2011, per il centocinquantesimo, si rese necessaria una nostra formale sollecitazione in tal senso, dato che dall’Amministrazione non giungevano né segni né alcuna manifestazione di volontà nel raccogliere l’appello che il Presidente Napolitano rivolgeva alle forze politiche affinché commemorassero tale emblematica data per l’Italia. Allora il Sindaco Salvi dovette correre ai ripari all’ultimo momento facendo addobbare Guardiagrele con bandiere sottosopra, improvvisando un alzabandiera (notturno!) in piazza e organizzando una sorta di processione davanti ai sacrari militari ma evitando la lapide dedicata a Garibaldi e situata nella pineta dell’omonima piazza. Il tutto senza nessun momento di riflessione profonda sul significato dell’Italia unita.  …(continua)

Tale fu l’improvvisazione che, se i cittadini ricordano, le celebrazioni ufficiali ci furono solo un mese dopo, il 15 aprile, non coinvolgendo le scuole e non dando l’opportunità ai guardiesi di partecipare, essendo un giorno lavorativo.

Questa volta, senza le “raccomandazioni” del Presidente della Repubblica né il nostro sprone, si è tornati al solito oblio e disinteresse per tutto quello che rappresenta la storia d’Italia e i valori che la rappresentano e la tengono faticosamente unita. A nulla è valso anche il fatto che il Consiglio dei Ministri abbia decretato, qualche settimana fa, che il 17 marzo diventasse festa nazionale con il nome di Giornata dell’anniversario dell’Unità d’Italia, «da celebrarsi ogni anno su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle scuole, nelle città senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Purtroppo questo non è stato un caso isolato. Nel 2010 l’Amministrazione decise di cancellare la festa dei lavoratori, il primo maggio, ignorandola totalmente per poi dedicarle uno scarno manifesto l’anno seguente. Meglio non è andata al 25 aprile di un biennio fa, per il quale fu fatta un’affissione aggiuntiva avendo dimenticato di inserire la contrada Comino nel giro di commemorazione e di invitare, com’era doveroso fare, il Giusto tra le Genti Emidio Iezzi, che, purtroppo, ci ha lasciati da poco.

Ormai lo sappiamo: se non si tratta di indossare fasce, di autocelebrarsi con pompose inaugurazioni e manifesti, Salvi e i suoi assessori e consiglieri preferiscono non perder tempo. La storia e i valori possono aspettare, l’ego personale no!

Trackback from your site.

69 views

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.