I teneri colori di un borgo

Scritto da Tonia Orlando il 13 marzo 2012. Inserito in News

Un’uscita fuori porta, approfittando della prima, tiepida domenica di marzo, dopo il freddo del mese passato e
a  pochi chilometri da Lanciano, la località di Treglio, un nucleo abitativo piccolo piccolo, di milleseicentodieci abitanti, situato a 183 metri di altitudine. Un borgo rurale, con un centro storico che si estende, grazie ai suoi vicoli ed angoli  carichi di suggestione, intorno ad una piazza pulita ed ordinata, al pari di un salotto delle migliori casate. Non fai in tempo ad entrarci a Treglio, che l’hai visitata già tutta. Il colpo d’occhio è speciale rispetto ad altri piccoli centri urbani, dalle spenti tonalità grigie. Treglio,  invece … è colorata. Le sue pareti sono grosse macchie di teneri colori che raccontano storie della terra, favole, poesie, sogni.
Dal 2000, alcuni artisti locali, spinti dal piacere per l’arte e nel particolare, per “l’arte affrescata”, vollero far diventare il loro piccolo, suggestivo luogo, un “borgo  colorato”.
…(continua)

Nelle vicinanze dei Comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Frisa, sulla splendida  costa dei trabocchi, Treglio è situata a cinque chilometri a Nord Est di Lanciano, custode di radicate tradizioni ed aperta, al tempo stesso,  ad una linea progettuale nuova, verso un turismo di tipo nazionale ed internazionale.
Un laboratorio d’arte, quello tregliese, privo di tetto, privo di stanze,  che opera sotto il cielo,  durante l’anno, da aprile a settembre e che ha guadagnato un pregevole posto tra i circa duecento “Paesi affrescati”.
La volontà di giovani artisti locali e stranieri, che insieme vollero imparare un’arte antica, spinse il maestro Vico Calabrò, Direttore artistico della permanente manifestazione e in seguito l’artista Bruno Pellegrin a valorizzare la diffusione del  nuovo gusto estetico, semplice nei contenuti, ma complesso nelle tecniche e consegnarlo  alle

generazioni future. Da quel momento, si istituirono corsi e seminari sull’arte dell’affresco di pareti esterne e i vecchi  muri degli edifici cittadini, sotto la guida dei loro validi insegnanti, videro la messa in opera di immagini e figure lontane da scelte accademiche, che si mimetizzavano pienamente con i caratteri del luogo e che, attraverso l’utilizzo di delicati  colori, finivano per coinvolgere emotivamente l’occhio dell’osservatore.
Le semplici,  variopinte  rappresentazioni  diventavano simboli  capaci di far intuire verità sconosciute,  che si caricavano di una forza misteriosa ed evocativa, sintesi del  visibile  e dell’ invisibile, della  realtà e del  sogno, in una magica ricerca di libertà.
…E se anche Guardiagrele riuscisse ad affrescare, in un gioco di colori,  parte del suo grigio?

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