Zì Cécch’ – aneddoti di Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 11 marzo 2012. Inserito in Costume e Società

Zì Cécch’ i chèsèlén’ era venuto a Pretoro da Casoli, da qui il suo nomignolo. Era sposato con certa Maria Luigia  che i paesani chamavano Marl’véggij’ e dalla quale aveva avuto quattro o cinque figli tra cui Maria e Costantino, il più piccolo. Maria si fidanzò con un giovanotto di Chieti impiegato del catasto, Giustino di nome. …(continua)


In presenza del giovane Maria era sorvegliata a vista dai genitori i quali, così facendo, pensavano di tutelare la purezza della ragazza dato che a quei tempi molta importanza si riservava alla verginità delle ragazze. Una sera però Maria fu mandata in cantina,  col ragazzo al seguito, a prendere una bottiglia di vino. Mai e poi mai i genitori avrebbero potuto immaginare quello che i due giovani avrebbero fatto in cantina, buia, sporca e…scomoda!

Trascorso più tempo del previsto, zì Cécch’ mandò Costantino a vedere cosa fosse successo. Poco dopo Costantino tornò senza fiato e, d’impeto, disse al padre: “ua tatà…ua tatà, Marì sa mòrt’ e Giustin’ mo sta susp’rià, mov’ appén’ li pit’.” (ehi papà…ehi papà, Maria è morta e Giustino sta per spirare, muove appena i piedi).

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