Sospeso l’atto aziendale della ASL “Lanciano-Vasto-Chieti”

Scritto da Redazione il 2 maggio 2012. Inserito in News

Il Consiglio di Stato, con decreto urgente depositato nel pomeriggio del 27 aprile, ha sospeso l’atto aziendale della ASL “Lanciano-Vasto-Chieti”. Il provvedimento del Consiglio di Stato è stato pronunciato in via di urgenza a seguito dell’appello curato dall’avvocato Simone Dal Pozzo, consigliere comunale di opposizione a Guardiagrele, promosso dal gruppo consiliare di centrosinistra “Guardiagrele il bene in comune” e sottoscritto dai rappresentanti dei partiti che lo sostengono, contro l’ordinanza con la quale appena otto giorni prima (il 19 aprile) il TAR aquilano aveva rigettato la richiesta di sospensione.
Questo appello al massimo grado della giustizia amministrativa è il decimo ricorso che il gruppo di opposizione di Guardiagrele ha promosso contro il piano di Chiodi e del centrodestra contro la politiza sanitaria regionale.

Ecco le motivazioni del provvedimento cautelare:  …(continua)

“Visto che gli appellanti hanno impugnato davanti al TAR Abruzzo, anche l’atto aziendale che( in attuazione della riduzione delle Unità Operative Complesse prevista da specifiche disposizioni del Piano di rientro dai disavanzi del Settore Sanitario Regione Abruzzo ) in parte qua ha stabilito la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele tuttora dotato di varie Unità Operative; Considerato che con ordinanza 16 febbraio 2012 n. 115 il TAR Abruzzo in altro analogo giudizio ha investito la Corte Costituzionale del sindacato sulla legittimità costituzionale dell’art 17, comma 4, lett. C, del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 convertito con legge 15 luglio 2011 n. 111, che, approvando il Programma operativo del Commissario già annullato in sede giurisdizionale, gli ha conferito rango legislativo; Rilevato , quanto all’urgenza di provvedere in sede cautelare, che all’Ospedale di Guardiagrele fanno capo i circa 40000 abitanti dei 20 Comuni del bacino montano ricompreso nel Parco della Maiella”
Come si vede, il Consiglio di Stato, che ha comunque rinviato la discussione al prossimo 25 maggio, ha ritenuto pregiudizievole per il bacino di utenza la chiusura dell’ospedale e, soprattutto, ha messo in evidenzia l’aspetto che rischia di far cadere tutto l’impianto della organizzazione sanitaria provinciale. Ci si riferisce al fatto che anche l’atto aziendale di Chieti si fonda sul Programma Operativo che, annullato nel maggio 2011 dal TAR Abruzzo, fu poi trasformato in legge dal governo nel successivo mese di luglio. E che questo decreto legge 98/2011 sia probabilmente incostituzionale è convinzione ormai diffusa.

“Quando, come speriamo, la Corte Costituzionale dichierà illegittimo quel decreto legge si capirà che il Governo, per salvare Chiodi, ha creato un problema maggiore di quello che voleva risolvere.

“Si tratta di un colpo durissimo per la ASL  e per chi, soprattutto dalle parti del centrodestra, ha appoggiato il Programma Chiodi che ne costituisce il presupposto.

Soprattutto, ci troviamo di fronte ad uno stop che, se confermato, mette in seria difficoltà chiunque in Abruzzo, sulla base del Programma Operativo del 2010, voglia adottare un atto organizzativo.

“Abbiamo detto sin dal primo momento che le scelte, così come operate, rischiavano di cadere sotto i colpi del Giudice Amministrativo e, sino ad oggi, abbiamo avuto ragione di questo allarme.

“La sospensione dell’atto aziendale è una sconfitta di non poca importanza dal momento che esso è il fondamentale provvedimento di programmazione dell’azienda sanitaria, provvedimento che rischia di cadere insieme con le decisioni di Chiodi che lo hanno legittimato.

“La decisione, sebbene legata alle sorti dell’ospedale di Guardiagrele, è destinata ad avere effetti non solo sulla intera ASL teatina, ma anche sui provvedimenti delle altre ASL. Abbiamo, infatti, sostenuto in più occasioni che qui è in gioco un intero sistema e non solo il presidio di Guardiagrele e che, soprattutto, una organizzazione seria e rispondente alle esigenze della popolazione è quella che ragiona nell’ottica di una integrazione tra i vari presidi a ciascuno dei quali può essere attribuita una vocazione.

“Del resto, si continua a sottovalutare il serio problema della mobilità passiva che aumenta sempre più, nonostante il terremoto sia passato da tre anni, e alla quale ha certamente contribuito la chiusura degli ospedali minori se è vero che ci si rivolge fuori regione anche per interventi di bassa complessità.

“E’ bene che qualcuno si interroghi sulle conseguenza di questo modo di agire; in Regione e provincia, ma anche a Guardiagrele sarà ben chiaro a tutti che se sfonda l’offensiva che vede il centrosinistra guardiese in prima linea (con ogni altra iniziativa, anche legale, destinata a esercitare il ruolo di comparsa), rischia di saltare l’intera politica sanitaria regionale.

Simone Dal Pozzo

Decreto cautelare n. 1641/2012

REPUBBLICA ITALIANA  Consiglio di Stato  in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

Il Consigliere delegato ha pronunciato il presente DECRETO

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56 e 98, co. 1, cod. proc. amm.;
Visto che gli appellanti hanno impugnato davanti al TAR Abruzzo, anche l’atto aziendale che( in attuazione della riduzione delle Unità Operative Complesse prevista da specifiche disposizioni del Piano di rientro dai disavanzi del Settore Sanitario Regione Abruzzo ) in parte qua ha stabilito la chiusura dell’ospedale di Guardiagrele tuttora dotato di varie Unità Operative;
Considerato che con ordinanza 16 febbraio 2012 n. 115 il TAR Abruzzo in altro analogo giudizio ha investito la Corte Costituzionale del sindacato sulla legittimità costituzionale dell’art 17, comma 4, lett. C, del decreto legge 6 luglio 2011 n. 98 convertito con legge 15 luglio 2011 n. 111, che, approvando il Programma operativo del Commissario già annullato in sede giurisdizionale, gli ha conferito rango legislativo;
Rilevato , quanto all’urgenza di provvedere in sede cautelare, che all’Ospedale di Guardiagrele fanno capo i circa 40000 abitanti dei 20 Comuni del bacino montano ricompreso nel Parco della Maiella;
Ritenuto, pertanto, a prescindere da questioni preliminari per la preminenza dei profili di urgenza rappresentati, che appaiono sussistenti i presupposti per l’adozione della misura monocratica d’urgenza;

P.Q.M.

accoglie l’istanza di decreto cautelare monocratico d’urgenza e per l’effetto sospende temporaneamente la delibera Dir. Gen. ASL Lanciano-Vasto-Chieti 30 novembre 2011, unitamente agli altri atti impugnati, nella parte in cui dispone la chiusura dell’Ospedale di Guardiagrele.

Fissa la trattazione collegiale dell’istanza cautelare alla camera di consiglio del 25 maggio 2012;

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