… E pensare che era nato tutto da un “muro”

Scritto da Tonia Orlando il 19 maggio 2012. Inserito in Cultura

Una scelta a tutto campo, quella del “Fermi” di Lanciano, portata avanti con coraggio e determinazione, nelle politiche della  ”Legalità”, dell’”Imprenditoria intellettuale”, dell’”Investimento sui giovani”, di ” chi  crede nel nuovo”.

Si era partiti il diciannove novembre 2009, con una manifestazione che aveva coinvolto le Scuole della città, sul tema della “Caduta del Muro di Berlino”, di cui ricorreva il ventennale. Dalla iniziativa nasceva il Progetto Europeo “Comenius”: “1989, Living European History, in collaborazione con una Scuola svedese ed una berlinese. Di qui si delineava un percorso  di “memoria” che affondava le sue radici in vicende particolari legate alla fase storica studiata, che voleva raccontare, attraverso interviste e spaccati di vita vissuta.  ….(continua)
E’ una domenica, il 23 agosto 1962, quando i berlinesi si svegliano con insoliti rumori di scavatrici e  martelli pneumatici ed uno strano via vai di operai e poliziotti. Non si riesce a capire che cosa stia capitando, ma le ore successive diranno che :” chiudono Berlino”, una delle più grandi capitali d’Europa, la chiudono perchè vogliono abbandonare al suo destino la parte orientale della città; vogliono chiudere i palazzi, i portoni, vogliono circoscrivere le vite delle persone, i loro affetti, le loro storie. Chiudono dapprima attraverso un serpente di filo spinato e cavalli di frisia presieduti dai poliziotti dell’Est, i Vopos e più tardi, attraverso “un  muro”, una anonima, grigia e squallida barriera, lunga  centosessanta chilometri che, per quasi un trentennio, rimarrà come solenne ed austero monumento alla “disunità”. E’ la” cultura del nemico” che avanza, “la demonizzazione dell’altro”, è “la vittoria dei pregiudizi”, dei sospetti, dei procedimenti scorretti, delle sentenze vendicative e simboliche. E’ il clima dello scontro ideologico e culturale di due blocchi, di due massimi sistemi politici ed economici che controllano le rispettive volontà, emozioni e pensieri. E’ un’altra guerra che si sta avviando ben più feroce di quella reale che si era combattuta e che aveva lasciato l’Europa tutta, stremata, sommersa in un mare di macerie; è una guerra di equilibri formalmente “solidi”, ma, nella sostanza, vuoti  ed insignificanti come inconsistenti scatole di cartone; è la esaltazione della assoluta incomunicabilità fra blocco orientale e  blocco occidentale, che genera “l’equilibrio del terrore”.
Da allora si dovrà attendere il nove novembre 1989, quando lo storico “Muro di Berlino” verrà preso d’assalto dalla popolazione dell’area  comunista che inizierà ad abbatterlo; sarà la premessa per la riunificazione della Germania e per il popolo sottomesso, la strada  delle trasformazioni democratiche.
In occasione dell’evento conclusivo del suo percorso progettuale,” il Fermi” di Lanciano, ha voluto connotare l’iniziativa con un incontro davvero speciale, con l’Onorevole Antonio Di Pietro che, ritenuto protagonista di quella stagione storica, potesse illustrare ai ragazzi in ascolto, quanto quell’evento fosse di portata  epocale  e determinasse le scelte e i collegamenti della politica italiana di quegli anni.
Grande intensità e sgomento in sala, quando, nel pieno delle attività, giungeva la dolorosa notizia della strage dell’Istituto Prof.le “Morvillo-Falcone” di Brindisi, dove, nella  prima mattinata, si consumava una strage di una ferocia inaudita a danno di giovani studenti che si preparavano, come  ogni mattina, a raggiungere il loro edificio scolastico e “andare a scuola”.
Anche il “Fermi” di Lanciano, come il “Morvillo-Falcone” di Brindisi, come tante Scuole del Nord e del Sud del nostro Paese, aveva avviato un percorso sulle “Legalità”, sui “grandi  valori”, in una feconda alleanza di passione educativa.
Convinti che i giovani, oggi più che mai, vivano uno stato di grande solitudine che li  allontana da una società costruita in funzione di impianti e schemi organizzativi ormai logori che loro non vedono, non condividono, non capiscono, il “Fermi” si era aperto ad una nuova progettualità che contribuisse ad orientare meglio le politiche e i servizi a loro destinati. Tanti i nuovi temi ai quali l’Istituto si era aperto come:  il lavoro, i nuovi linguaggi, le nuove tecnologie, la sostenibilità, ma soprattutto la partecipazione, l’impegno sociale, il disagio, il rispetto delle regole. Insomma, il “Fermi” aveva scelto di approfondire alcune di queste piste, avvicinandosi a grandi questioni che interrogavano più da vicino le nuove generazioni e quanti si interessavano di loro. In un articolato ciclo di incontri ed interventi, “il Fermi”, aveva collaborato con il territorio per proporre una riflessione  che da un lato tenesse conto di alcuni nodi specifici con il contributo di docenti ed esperti, dall’altro consentisse di trovare, attraverso l’osservazione e la ricerca, nuove forme di vivace dibattito e di crescita.
In realtà, oggi diciannove maggio 2012,” il Ferm” non pensava di dover dividere le lacrime  con una Scuola come la sua, dove studenti simili ai suoi venivano colpiti a morte. Ma i giovani del “Fermi”, come la amatissima gioventù studentesca di tutte le Scuole del nostro Paese, non si fermeranno, anzi, si  rinforzeranno; si andranno a riprendere tutti i sogni che avevano abbandonato nel cassetto e …li realizzeranno. …E pensare che era nato tutto da un ” muro”.

Trackback from your site.

220 views

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.