In Abruzzo, la speranza della “Doppia Preferenza di Genere”

Scritto da Tonia Orlando il 22 maggio 2012. Inserito in News

Un Convegno grintoso e determinato,  colorato di “rosa”, quello che si è svolto venerdì 18 maggio, u.s. alle ore 16,30, presso la Sala Consiliare della Provincia di Chieti. Avolerlo, Anna Maria Marinelli,  Responsabile Provinciale, le donne U.D.C. della Provincia di Chieti che da alcuni anni portano avanti una linea partitica volta alle politiche “Pari Opportunità e Politiche Familiari” e tante rappresentanti di altri schieramenti politici presenti sul territorio.

Il Convegno dal titolo “Le donne U.D.C. a sostegno della Legge Regionale per la “Doppia Preferenza di Genere”, ha avuto come Relatrici figure illustri del panorama politico attuale  che  corrispondono ai nomi delle On. Luisa Santolini, Marisa Fagà, Nicoletta Barbato e Silvia Noè.
A rendere possibile un incontro così proficuo, la  ”approvazione”, di portata storica, in data nove maggio 2012, da parte della  Camera dei Deputati,” della Legge sulla Doppia Preferenza di Genere negli Enti Locali”, ritenuta tappa fondamentale nel cammino per il riconoscimento e l’affermazione delle “Politiche di Genere”.  …(continua)
Dopo anni di lotte, speranze, direttive dell’Unione Europea, in Italia, la Camera dei Deputati approva e promuove il “riequilibrio delle rappresentanze di Genere all’interno dei Consigli, nelle Giunte degli Enti Locali e nei Consigli Regionali, indicando anche norme per le Pari Opportunità e nella composizione delle Commissioni di concorso  nella Pubblica Amministrazione.
Si tratta di un reale e forte segnale di cambiamento,che arriva in un momento di gravi lacerazioni del tessuto sociale e che riabilita concretamente il ruolo delle donne all’interno delle Istituzioni dove, al momento, è indubbio il deficit democratico e di rappresentatività.
Le lotte portate avanti nelle piazze, a favore della liberazione femminile, sono un lontano ricordo, ma le donne non hanno  mai smesso di   attivarsi;  hanno rinunciato alle eclatanti manifestazioni pubbliche  per lavorare, forse, in maniera più efficace nella società tutta, ma attraverso un impegno costante e silenzioso. Sappiamo quanto i compiti femminili siano,  oggi più che mai, gravosi nei ruoli  di  madre, moglie, collaboratrice, segretaria,vice-madre nelle Scuole Materne e Asili Nido, assistente e supporto di anziani e ragazzi diversamete abili, insomma, le responsabilità per le donne, nel nostro Paese, rappresentano un fardello pesante da portare avanti e trovano ogni giorno la banale risposta di un mondo maschile ed istituzionale che non ne riconosce il ruolo alto e nobile. Le nostre donne inoltre,  sono, in genere, chiamate a  ricoprire posti resi disponibili dall’ampliamento del mercato;  raramente raggiungono cariche direttive che conducono ai vertici della carriera e ancora poche sono quelle  che riescono ad affermarsi come libere professioniste, anche perchè, siano esse operaie, impiegate o imprenditrici, non riescono a liberarsi, nemmeno in parte, della gestione della famiglia, mentre il supporto maschile appare alquanto “latitante”. Stando alle ultime  Legislature poi, si è registrato soltanto un leggero aumento del numero delle Deputate in Parlamento, tanto da farci rimanere ancora vicini ai vecchi  standard dell’immediato dopoguerra.
La responsabilità di una simile realtà è prima di tutto culturale perchè, se è vero che i maschi rinunciano molto difficilmente ai loro privilegi, è anche vero che i condizionamenti e le paure assorbiti da ambedue i sessi nell’infanzia e coltivati nella vita adulta, sono così  forti da non concedere crediti al mondo femminile, né sul piano  politico ,  tanto meno su quello lavorativo-professionale
L’iter parlamentare della norma appena approvata dalla Camera, ha visto l’impegno trasversale di tutte le forze politiche, che hanno creduto in una disposizione che promuovesse e riscattasse la democrazia italiana decisamente superata, nelle statistiche internazionali, anche da quei Paesi ritenuti fino a qualche anno fa, in via di sviluppo. Richiamando,  pertanto, , il principio di uguaglianza per tutti i cittadini dell’uno e dell’altro sesso, nell’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive sancito dal 1° comma dell’art. 51 della Costituzione, la norma  appena approvata  raggiunge il grande risultato di essere nata; essa è appena una tenerissima pianta che si appresta a crescere, procedere, ci auguriamo con la stessa celerità in Senato ed uscirne  forte e rigogliosa, tanto da diventare solida Legge dello Stato.
Sulla base  di così grandi fermenti, dal Convegno di Chieti  viene fuori uno spaccato della attuale situazione sociale del nostro Paese ma, soprattutto, la grande volontà di proporre la modifica elettorale del nostro Abruzzo ed introdurre “la Doppia Preferenza di Genere” anche nella nostra Regione. In sintesi, si vuole che l’elettore possa  esprimere una “doppia Preferenza” per la scelta dei consiglieri regionali, a patto che la seconda preferenza vada ad un candidato di genere, diverso da quello per il quale è stata espressa la prima. E’ una proposta che andrebbe a riequilibrare la rappresentanza politica all’interno degli Organi elettivi della Regione stessa, ampliando la libertà di scelta dell’elettorato, consentendo agli uomini e alle donne  competenze alla pari, senza trattamenti differenziati, in una effettiva situazione di uguaglianza.
Ringraziamo, pertanto, le parlamentari e le tante donne comuni che, giorno  dopo  giorno, sostengono con fermezza la problematica, nell’augurio che si vada verso un cambiamento politico che potrebbe corrispondere ad un vero rinnovamento culturale e forse generazionale.

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