NUOVO PIANO PARCHEGGIO = NUOVA TASSA

Scritto da Redazione il 17 settembre 2012. Inserito in News

Durante il Consiglio Comunale del 29 giugno abbiamo chiesto alla maggioranza di ripensare la regolamentazione dei parcheggi nel centro storico e, soprattutto, di valutare con attenzione ogni nuova ipotesi di aumento della tariffa, del numero di aree di sosta a pagamento e a tempo, di variazione nella modalità di gestione. Abbiamo anche proposto una pausa di riflessione nella quale si sarebbe dovuto realizzare uno studio sui flussi di traffico, sulle esigenze dell’utenza e soprattutto chiarire le finalità da raggiungere, sentendo cittadini e commercianti.

In risposta c’è stata la solita arroganza di cui i guardiesi dovrebbero essere stanchi, con una conseguente delibera lampo predisposta alla velocità della luce (30 giugno) e adottata dalla Giunta Comunale sulla quale, nello stesso giorno, sono stati acquisiti tutti i pareri. Tempi da olimpiade in tempo di olimpiade.

La fretta, si sa, è cattiva consigliera ma in questo caso è andata peggio ed hanno veramente partorito un obbrobrio con seri dubbi di legittimità. …(continua)

Infatti, oltre alle aree di sosta a pagamento ed orarie ci devono essere, nella stessa zona, un numero adeguato di parcheggi liberi, ma da quando i parcheggi della Salita del Torrione o di Via Orientale, rientrano nella “cinta muraria”?

La normativa in materia prevede che le delibere istitutive di aree di sosta a pagamento debbano essere opportunamente motivate. Ma la motivazione del centrodestra è che ciò si fa «al fine di ampliare l’offerta di posti macchina e di meglio disciplinare l’utilizzo delle aree di sosta nel centro urbano, assicurando un necessario ricambio a scapito delle soste di lunga durata, anche al fine di agevolare, in tal  senso, le attività commerciali presenti nel centro urbano, prive di aree di parcheggio asservite alle attività». Pare pensato per i commercianti, quindi perché lamentarsi? A questi hanno pensato anche quando hanno aumentato l’IMU del 30% nel più totale silenzio. Inoltre, diverse sentenze hanno affermato che lo studio di fattibilità va allegato e redatto da un soggetto autonomo, ma questi documenti mancano. Qualche malizioso, considerato l’aumento della tariffa oraria, ha pensato che l’amministrazione voglia solo far cassa. Illazione confermata dai tempi record nel rilevare e multare i pochi minuti di eccedenza. Strano poi come l’amministrazione voglia agevolare il ricambio nei parcheggi: incrementando le aree a pagamento (ma sono previsti abbonamenti) e soprattutto consentendo, ai residenti o ai medici, l’acquisto di permessi sosta ad “esenzione disco orario” al costo di 50 euro. Prima viene applicata una restrizione e poi, a pagamento, la possibilità di violarla. Una sorta di piccolo condono di berlusconiana memoria. In definitiva, i residenti acquistano i permessi di sosta e parcheggiano per l’intera giornata nelle aree dove si voleva garantire il ricambio. Tutto questo ha solo sentore di nuove tasse. La realtà, invece, è che nel centro storico non ci sono più parcheggi liberi! L’amministrazione si difende affermando che nel 2001 i predecessori ne avevano istituito un numero superiore, omettendo però di dire dov’erano situati, se erano previsti parcheggi liberi nelle vicinanze, quanti erano i parcheggi a sosta oraria e il motivo per il quale furono poi eliminati da largo Brigata Maiella e Piazza Nicola da Guardiagrele. Finora il risultato di questa scelta è stato l’aver creato problemi ai residenti, ai commercianti, a coloro che lavorano nella nostra cittadina e a quanti giungono da fuori il centro storico, con l’unica conseguenza di trovare tutte le aree tristemente vuote! L’assessore alla viabilità Donatello Di Prinzio ha promesso ch, in caso di fallimento di quest’esperienza, avrebbe apportato le necessarie modifiche o sarebbe tornato indietro. Ma in questo caso chi paga per le spese sostenute dal Comune? Perché un fallimento annunciato, voluto da nient’affatto lungimiranti politici, deve pesare sulla collettività?

Gianluca Primavera gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”

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