SE SEI DISABILE PAGHI DUE VOLTE: LA DISABILITA’ E IL PARCHEGGIO di Paolo Damiano

Scritto da Paolo Damiano il 10 settembre 2012. Inserito in News

Abbiamo voluto fare una ricerca più approfondita e (ancora una volta) abbiamo scoperto che l’Italia non è più Faro di Civiltà …

La Direzione generale per la motorizzazione (Dipartimento per i trasporti terrestri) del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, interpellata da un’associazione di persone disabili (l’ANGLAT), ha emanato una nota (6 febbraio 2006, Prot n. 107) in cui ha affrontato, con chiarezza e una volta per tutte, la questione della gratuità dei posteggi delimitati da segnaletica blu a pagamento quando sono occupati da veicoli al servizio di persone invalide detentrici di speciale contrassegno.

Innanzitutto viene sottolineato che il Codice della strada attribuisce esclusivamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il potere di impartire ai prefetti e agli Enti proprietari delle strade direttive per l’applicazione delle norme concernenti la regolamentazione della circolazione sulle strade e attribuisce allo stesso la competenza ad impartire le direttive per l’organizzazione della circolazione e della segnaletica. Questo significa che le indicazioni di quella nota sono cogenti anche per i comuni sulle strade di loro competenza e a quelle istruzioni si debbono attenere.  …(continua)

La nota richiama in premessa la normativa in materia di agevolazioni alla circolazione e alla sosta dei veicoli al servizio di persone con disabilità e le disposizioni in materia di rilascio del “contrassegno arancione invalidi”. Prosegue evidenziando come si evinca dalla normativa vigente “la chiara volontà del Legislatore di voler facilitare la mobilità dei disabili anche con misure che attengono specificamente al settore della sosta, ivi compresa l’esenzione dal pagamento di tariffe orarie per il parcheggio”. E conclude: “Non vi è dubbio, a parere di questo Ufficio, che non si possa chiedere il pagamento di una tariffa oraria a chi, trovando occupato lo stallo a lui appositamente riservato, ne occupi un altro, peraltro non adeguatamente attrezzato a soddisfare in pieno le sue esigenze, potendosi imputare tale disagio anche ad una mancata previsione, da parte dell’Ente proprietario, di un maggior numero di stalli riservati”.

  ATTENZIONE, PERO’,  perché in molte città le Amministrazioni Comunali, con speciali accordi, hanno attribuito a Società terze (spesso municipalizzate), la gestione delle aree di parcheggio e la riscossione del pagamento per i parcheggi delimitati da linea blu (oltre a tutta la gestione del sistema dei parcometri  e dei cosiddetti “gratta e parcheggia”). Una di queste Aziende – per l’esattezza l’APCOA Parking talia S.p.A., che gestisce parcheggi cittadini di alcune città italiane e straniere – ha presentato un articolato ricorso presso il TAR del Lazio chiedendone l’annullamento.

Il TAR del Lazio (Sezione III ter) con la sentenza n. 6044 del 25 maggio 2006, riconosce la titolarità  del Ministero ad emettere quella Nota ma riconosce anche che “l’attività di parcheggio in specifiche aree ad essa destinate” non rientri nel concetto di <<circolazione stradale>> poiché queste aree sono poste fuori dalla carreggiata. Pertanto sicuramente nelle aree di parcheggio attrezzato (custodito e a pagamento) non può essere invocata la Nota del Ministero. Inoltre il TAR richiama l’articolo 11, comma 5, del DPR 503/1996 in cui si precisa: <<(…) devono essere riservati gratuitamente ai detentori del contrassegno almeno 1 posto ogni 50 o frazione di 50 posti disponibili>>. E’ chiaro che 1/50 è quello minimo e non quello massimo, comunque il TAR precisa che il rispetto  di tale indicazione è richiamato  nella convenzione  fra Amministrazione Comunale e Azienda concessionaria dell’area di parcheggio.

Nella sostanza, prevedere un’indeterminata gratuità dei parcheggi per i titolari di “contrassegno invalidi” è causa di un mancato introito non preventivabile né giustificato dagli atti di concessine. Il TAR del Lazio ha quindi annullato la Nota del Ministero dei Trasporti che perciò non può essere usata nemmeno per situazioni diverse dalle aree di parcheggio e cioè per i parcheggi posti lungo le carreggiate e delimitati da linee blu.

La sentenza, paradossalmente, interessa marginalmente i Comuni che vogliano favorire la sosta delle persone con disabilità nel territorio di loro competenza, prevedendo la gratuità dei parcheggi – normalmente a pagamento – lungo le carreggiate o nelle aree di sosta incustodite gestite dal proprio personale o dalla polizia municipale.

 Il Comune di Guardiagrele vorrà essere un piccolo esempio di civiltà?

 Dopo questa sentenza, ai Cittadini non rimangono strumenti normativi per invocare la gratuità incondizionata dei parcheggi a pagamento. Quindi, informarsi presso la Polizia Municipale prima di parcheggiare in zone a pagamento pensando sia gratuito per non avere poi brutte sorprese!  L’unica azione di stimolo che i Cittadini, o meglio ancora le Associazioni, possono mettere in campo è la richiesta formale all’Amministrazione Comunale di conoscere l’esatto numero di parcheggi riservati ai disabili (esclusi quelli concessi ad personam) nel territorio di competenza e il loro rapporto con il numero totale dei parcheggi – a pagamento e non – nella stesa zona. Se il rapporto dovesse essere inferiore a 1/50, possono essere avviate azioni di pressione o denuncia al momento della realizzazione o rifacimento di nuovi parcheggi.

 A noi resta la convinzione che il mercimonio del sistema capitalista non guarda in faccia a nessuno e, anzi, se una persona non è più produttiva, non può più essere sfruttata e spremuta, non può più essere assimilabile al “capitale umano” disponibile e diventa un peso … deve essere tagliata … così, questo disumano capitalismo si sta adoperando per abbattere lo Stato Sociale demolendo le sue basi: il LAVORO e la SANITA’ .

Il Segretario de La DESTRA Guardiagrele Paolo Damiano

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