LE PIAGHE DI GUARDIAGRELE E I FALSI PROFETI.

Scritto da Redazione il 1 ottobre 2012. Inserito in News


 

ATTO PRIMO: L’ACQUA

Il sindaco Sandro Salvi, con ai lati gli Assessori Donatello Di Prinzio e Pierluigi Dell’Arciprete, vorrebbe indossare i panni di Mosè, ma non può aprire le acque perché l’acqua è scomparsa!

 La storia:

1 •  nel tardo 2002, grazie al Governo Berlusconi e all’ansia di modernità di sindaci e partiti (ricordate chi era contrario?), nascono tre consigli di Amministrazione: Ato, Isi e Sasi; …(continua)

2 •  immediatamente, pur conoscendo lo stato di vetustà degli acquedotti, i sindaci (purtroppo anche l’allora primo cittadino di Guardiagrele e il suo fido delegato), che sapevano anche che da quel momento tutti gli investimenti sarebbero stati finanziati dalle tariffe, cioè dai cittadini, si affrettano a mollare reti e problemi;

3 •  il centrodestra, che pur sapeva che non era possibile, allega al piano d’ambito un secondo piano finanziario, basato su impraticabili ipotesi di finanziamenti pubblici;

4 • gli unici interventi con finanziamento pubblico sono quelli dell’accordo di programma (APQ acqua) e nell’ottobre 2005 – era Del Turco – con un atto integrativo arriva una condotta che dovrebbe portare acqua a Guardiagrele;

5 •  nel 2007, il Presidente dell’Ato Enrico Di Giuseppantonio, che è lo stesso Presidente della Provincia che ha chiamato a sé il doppio-assessore Di Prinzio, propone, e l’assemblea dei Sindaci approva, la deviazione del finanziamento e la fine della condotta!

6 •  Il Sindaco Salvi e le sue ali istruiscono un processo, trovano un colpevole, ma non indicano mandanti e movente;

7 •  nel 2008 firmano un inno alla Sasi, e se è vero che le maestranze non c’entrano, non si spiega però che ci stanno a fare i tecnici;

8 • nell’estate 2012 il Sindaco, che vive in un mondo virtuale, invoca un piano regionale delle acque ( !!!) e arruola rabdomanti, dopo aver approvato bilancio e aumento delle tariffe!

 Perché vi piace tanto la SASI ?

Gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”

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