LE PIAGHE DI GUARDIAGRELE E I FALSI PROFETI

Scritto da Redazione il 12 ottobre 2012. Inserito in News

ATTO SECONDO: LA MOSTRA DELL’ARTIGIANATO.

Il Presidente Giovanni Pace, che è stato ed è amico di Guardiagrele, con la legge 56 del 2001 consentì al Comune di acquistare l’ex convento delle suore per dare alla Mostra una sede stabile.

All’articolo 3 della stessa legge, per assicurarne la sopravvivenza, accettò un consiglio-emendamento di Rifondazione – a quei tempi esistevano i partiti, non i consiglieri regionali – che imponeva la creazione di una società mista per la gestione. In parole povere, se la somma dei contributi pubblici fosse stata, ad esempio di 130.000 euro, la Mostra, con l’eventuale contributo dei privati, avrebbe oggi un bilancio stabile di entrata di circa 200.000 euro, con la presenza di finanziatori e non di benefattori! A dire il vero, quella norma di legge non fu molto gradita all’epoca ed è rimasta inapplicata così come, oggi, è ancora desolatamente vuoto quel capitolo di bilancio creato, chissà da chi, per assicurare continuità e certezza di risorse. La causa, forse, va ricercata nella pretesa di eternità della politica e così, adesso, si vive di promesse (a proposito, non facciamoci prendere in giro con fondi Fas o strutturali, perché quelli coprono spese di investimento, non spese correnti!), con un concreto rischio di grosso ridimensionamento se non ,addirittura, di paralisi!

Il Sindaco Salvi, che studia da faraone, pensa, invece, ad una fondazione tutta dipendente dalla sua volontà, ma non appare molto attento ai problemi finanziari.

Tra passato e presente, ci sarà qualcuno disposto ad ammettere almeno un errore di valutazione?

Gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune”

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