Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Collegio dei Docenti di Guardiagrele

Scritto da Redazione il 12 dicembre 2012. Inserito in News

• ALLE FAMIGLIE E AGLI ALUNNI DELL’ISTITUTO OMNICOMPRENSIVO DI GUARDIAGRELE

• AL MIUR

• ALL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE

• ALL’UFFICIO VI AMBITO TERRITORIALE CHIETI

 • AI SINDACATI PROVINCIALI FLC-CGIL- CISL SCUOLA – UIL SCUOLA – SNALS – GILDA UNAMS

 • AI PARLAMENTARI ABRUZZESI

 • AGLI ORGANI DI STAMPA LOCALI

• ALLE AGENZIE DI VIAGGIO DEL TERRITORIO

• AL DIRIGENTE SCOLASTICO  (PER LA DIFFUSIONE SUL SITO INTERNET DELLA SCUOLA)

I Docenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Guardiagrele aderiscono alle iniziative di protesta in atto a livello nazionale, regionale e provinciale contro i progressivi e sistematici tagli di fondi alle istituzioni scolastiche, operati negli ultimi anni in modo esponenziale (otto miliardi in tre anni):

-       Riduzione delle ore curricolari di discipline quali:  …(continua)

  • Lingua italiana e seconda lingua straniera (da 3 a 2 ore settimanali) nella Scuola Media;
  • Latino, Inglese, Storia nel Liceo Scientifico;
  • Francese, Geografia, Matematica e Scienze nell’Istituto Tecnico – Settore Economico;

-       Meno ore di sostegno agli alunni diversamente abili;

-       Aumento del numero di alunni nelle classi a discapito della didattica e della sicurezza nei luoghi di lavoro;

-       Nessun intervento a favore dell’edilizia scolastica per la messa in sicurezza dei locali e delle strutture;

-       Cancellazione del diritto alle ferie per i docenti precari;

-       Riduzione del 36% del personale ATA con contemporaneo aggravio di lavoro considerata la soppressione dell’ex Provveditorato agli Studi;

-       Riduzione del numero dei collaboratori scolastici che, in alcuni casi, è inferiore al numero dei plessi da coprire.

Questi provvedimenti rappresentano il più grave attacco alla cultura e all’istruzione pubblica perché, modificando e aggravando le condizioni di lavoro del personale docente e A.T.A., determineranno inevitabili effetti negativi sulla qualità della didattica.

È in atto una svalutazione complessiva della scuola pubblica come agenzia educativa, il cui ruolo di promozione culturale è ormai palesemente ignorato in nome del contenimento della spesa, con conseguente degrado e impoverimento delle strutture e dell’offerta formativa. Nell’immediato futuro prevediamo che le minori risorse coinvolgeranno gli edifici, gli arredi, il materiale didattico, destinati a diventare sempre più carenti e fatiscenti e, mentre sta aumentando in modo insostenibile il numero di alunni per classe, diminuisce progressivamente il contingente previsto per le assunzioni di docenti curricolari e di sostegno.

     Di pari passo al declassamento dell’importanza della scuola, che tuttavia rimane ancora l’unico strumento di formazione della futura classe dirigente, procede lo svilimento della figura dell’insegnante che, a parità di titoli di studio di altre categorie (medici, avvocati, farmacisti, funzionari statali) percepisce una delle retribuzione più basse d’Europa, non ha alcuna possibilità di accedere ad una progressione di carriera per meriti o per titoli, non può contare mai in modo definitivo sulla stabilità del posto di lavoro, come accade agli altri impiegati pubblici.

     Il nostro lavoro, nell’immaginario collettivo, è ridotto alle 18 ore settimanali di lezione frontale, dimenticando le 80 di ore di impegni pomeridiani (consigli, collegi, dipartimenti, incontri con le famiglie) e soprattutto il quotidiano lavoro sommerso, necessario per la correzione di verifiche ufficiali e di altri compiti, per la tabulazione delle prove Invalsi, e soprattutto per la preparazione di lezioni che non possono mai essere improvvisate, ma necessitano quotidianamente di una preventiva organizzazione delle strategie di insegnamento, di un ampliamento dei contenuti e del reperimento dei materiali, per non parlare dell’indispensabile autoaggiornamento, svolto spesso a proprie spese e tanto più necessario in un momento come quello presente in cui i mezzi informatici sono entrati a far parte del nostro vissuto.

     La cultura non è un patrimonio morto a cui si attinge come ad un pozzo, necessita di essere continuamente aggiornata e stimolata, altrimenti inaridisce. Gli alunni, del resto, sono i migliori giudici e sanno distinguere benissimo l’improvvisazione e l’approssimazione dalla serietà e dalla qualità della funzione docente.

Così premesso, i docenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Guardiagrele

 

E S P R I M O N O

il forte senso di indignazione per:

- il mancato riconoscimento della professione docente nella scuola pubblica statale;

- i tagli ai fondi dell’istruzione pubblica statale;

- i minori tagli alle risorse e ai finanziamenti della scuola non statale;

- l’aumento del divario tra istituzioni scolastiche all’interno del nostro paese;

 

C H I E D O N O

- la trasformazione dei tagli previsti in forme di investimento nella scuola pubblica;

- l’abrogazione definitiva dell’art. 3 del D.D.L. di stabilità, commi 42, 43, 44, 45, 46;

- il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale fermo al 2006.

 

D E C I D O N O

di aderire allo stato di agitazione promosso dal comparto scuola, mettendo in atto le seguenti iniziative:

-     sospensione di tutte le attività scolastiche integrative: Progetti, Concorsi, Giochi didattici;

-     sospensione del ricevimento famiglie antimeridiano;

-     sospensione delle uscite, delle visite didattiche e dei viaggi di istruzione;

-     sospensione delle attività aggiuntive di supporto all’organizzazione scolastica (coordinamento dipartimenti, funzioni strumentali, responsabili di laboratorio, referenti gruppi di progetto);

-     sospensione dei corsi di recupero/potenziamento intermedi;

-     sospensione dell’adozione di nuovi libri di testo.

Le decisioni di cui al presente documento sono assunte in attesa dell’esito della discussione parlamentare in corso.

Guardiagrele, 4 dicembre 2012

I DOCENTI

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