DIRITTO VITALE di Paolo Damiano

Scritto da Paolo Damiano il 5 gennaio 2013. Inserito in News


Se, quanto detto dall’assessore Iezzi sulle insidie di carattere igienico-sanitarie e le altre prioblematiche che  nasconde l’emergenza idrica, ci sembra un po’ tardivo considerato che, nella stagione estiva, quando quelle insidie si amplificano, si è taciuto … Dobbiamo ringraziare e dare atto all’impegno, alla determinazione e ai chilometri macinati per i sopraluoghi in montagna del nostro concittadino, Sig. Nello Iacovella, che da tempo (anni) ha sollevato il grave problema in solitaria. …(continua)

Quindi, ringraziamo anche “il Comitato Cittadino per l’acqua” che, sulla problematica, con trasversalità e senso civico ammirevoli si è costituito, è intervenuto ed interviene per raccogliere ed interpretare le istanze popolari, ma dobbiamo doverosamente riportare l’attenzione sugli amm.ri guardiesi e sul Consiglio Comunale del 20 dicembre scorso. In quell’assise venne ascoltato il Presidente della Sasi che, tra le altre, su cui torneremo, ebbe a sottolineare i 9 milioni di investimenti fatti dal 2010 al 2012 dalla sua gestione, facendo anche notare che, invece, dal 2003 – anno di fondazione della Sasi -  al 2010 erano stati investiti solo 3 milioni. E la domanda sorge spontanea: se in due anni sono stati investiti 9 mln, non diciamo che in sette, volete per l’organizzazione, per la progressiva adesione dei comuni, l’avviamento di gestione e quanto altro ancora …, si sarebbero dovuti investire 9 + 9 + 9 = 27mln, ma consideriamo in quell’arco di tempo  e a parità di entrate solo una trance, come sono stati usati i 6 mln di differenza? Ovvero, qualcuno ci può spiegare perché l’ing. Scutti, tra mille difficoltà, in due anni riesce ad investire 9 mln e in sette, le precedenti gestioni, solo 3mln? E a quanto ammonta la cifra annuale che dovrebbe essere destinata ed impiegata per gli investimenti? Non dovrebbero esserci delle rendicondazioni, dei bilanci? Ed i Sindaci non possono farne richiesta per averne visione? E comunque, più che di approvvigionamento, considerato che La Regione Abruzzo (con legge regionale n. 9 del 12 aprile 2011) ha delimitato, per l’intero territorio regionale, un Unico ambito territoriale ottimale l’Ersi (Ente regionale per il Servizio idrico integrato), commissariato in attesa della formale costituzione, cui sono state attribuite tutte le competenze degli ex 6 Ato che sono in fase di liquidazione, il problema sarebbe di erogazione dell’acqua a causa dello stato delle reti e condotte e del reperimento delle risorse finanziarie per sanarle.

I consumatori riconoscerebbero alla SASI il 20% dell’importo della bolletta, al fine esclusivo di provvedere all’invitabile ammodernamento della rete idrica. Ciò detto, è lapalissiano che detto onere da parte dell’ente gestente non è realizzato. Di conseguenza avanziamo la proposta al Comune di Guardiagrele che, con gli altri comuni aderenti alla Sasi, potrebbe deliberare in Consiglio di stornare quella percentuale relativa della bolletta su un apposito conto comunale (in rete con gli altrettanto appositi conti degli altri comuni e/o anche con gruppi comprensoriali) dal quale la Sasi potrebbe attingere finanziamenti solo per gli investimenti occorrenti all’ammodernamento della rete. In questo modo, e per evitare quanto agli interrogativi innanzi, il cittadino – azionista, che riconosce una cifra considerevole per tale incombenza, avrebbe la certezza, che allo stato non ha ancora, che venga realizzata. 

A fronte della proposta e continuando con questa situazione di oblio sarà compito dell’avv. Graziano Benedetto, dell’ufficio legale de La DESTRA, di meglio verificare se allo stato si possono ravvisare delle irregolarità o degli abusi in capo agli utenti e di vagliare anche ipotesi di ingiusto arricchimento in danno dei cittadini e procedere nelle opportune sedi per gli eventuali rimborsi.

L’ACQUA è un Diritto Vitale e non vorremmo che dopo averci tolto l’Ospedale … salva-vita, poi ci tolgano direttamente la vita.

Il Segretario de La DESTRA Guardiagrele Paolo Damiano

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