Monumento a Bafile- esiste ancora un senso delle Istituzioni? – Walter Luvisotto

Scritto da Redazione il 25 aprile 2013. Inserito in News

Alcuni giorni fa, ripercorrendo la storia di Andrea Bafile, ho trovato, via web, questo articolo dal titolo: “Andrea Bafile nella Difesa del Basso Piave” (Approfondimento a cura di Nicola R. Di Cocco, tratto da ”Guardiagrele e la sua valle”, CAI sez. Guardiagrele,

Per doverosa conoscenza, prima di commentarli, le riporto alcuni passi: ….Alle ore 12 del 15 settembre 1923 la salma dell’eroe fu esumata per iniziare il suo viaggio di ritorno finale verso la terra madre. Il Comando in Capo dell’Alto Adriatico organizzò la cerimonia che avvenne alla presenza dei fratelli Umberto e Mario, di numerose autorità, di militi e di marinai.  …(continua)Le spoglie di Bafile furono deposte nel feretro collocato nella camera ardente, costituita da una grande tenda militare della Croce Rossa piantata dalla milizia del Basso Piave al centro del cimitero. Il feretro, avvolto nella bandiera italiana, fu vegliato tutta la notte da una guardia d’onore di marinai e militi prima che al mattino iniziasse un intenso commosso omaggio di migliaia di cittadini, di autorità e di rappresentanze di associazioni. Anche se la parte più importante della cerimonia si tenne presso il cimitero di Ca’ Gamba, SEMBRANO MOLTO SIGNIFICATIVI DUE BRANI DEL SALUTO CHE, DAL PONTILE D’IMBARCO DI CAVAZUCCHERINA , IL SINDACO GIACCHETTO
INDIRIZZO’ ALL’EROE: : “Questo popolo profondamente conscio del tuo eroico olocausto, celebratosi tra la mitraglia nemica, tra il barbaglio della gloria più pura, sente in questo momento il distacco come di una creatura del suo sangue cui deve immensamente in riconoscenza, in amore. [...] A nome di questo popolo faccio una preghiera con cuore commosso, ma sicuro che verrà esaudita: questa ghirlanda che vuole rammentare il nostro amore, la nostra suprema gratitudine, sia collocata presso la tua tomba, là sulla Maiella, a ricordo di questa terra che tu baciasti in atto eroico prima di morire e che vivrà delle tue memorie e ti amerà sempre come un grande figlio suo. …..anche la società civile ha voluto tener fede all’impegno contenuto nelle parole pronunciate dal Sindaco di Cavazuccherina al momento del saluto alle spoglie dell’eroe. Per avere conferma della promessa di non dimenticare l’eroe abruzzese, abbiamo provato a seguire le tracce e le memorie civili nel Basso Piave a quasi un secolo dai fatti rievocati. Il tempo trascorso è tanto ed è ormai impossibile trovare memorie personali sufficientemente delineate, quantunque indirette. La memoria individuale è più diffusa perché legata non ad un monumento di guerra ma a un riferimento molto più efficace nella sua quotidianità: ad Andrea Bafile è dedicata la strada più importante di Jesolo Lido, la stazione balneare di Jesolo, la Cavazuccherina dell’epoca.

 Il nome della strada, frequentatissima nel periodo estivo non solo dai residenti ma da turisti provenienti da tutto il Veneto e non solo, non si dimentica facilmente perché centralissima e ingresso delle maggiori vie di accesso alla spiaggia. Chi è stato almeno una volta a Jesolo ricorderà quasi certamente via Andrea Bafile, ma quello che NON MOLTI NOTANO O RICORDANO E’ IL BUSTO IN BRONZO DELL’EROE ERETTOIN PIAZZA BRESCIA E RIVOLTO VERSO L’ADIACENTE VIA BAFILE. Questa memoria, per certi versi molto più

significativa, è stata voluta dai Lyons e REALIZZATA ALLA FINE DEGLI ANNI

70’. Anche se non imponente, essendo poco più dell’altezza naturale, LA SUA

COLLOCAZIONE RENDE PIU’ EFFICACE IL MESSAGGIO DI CHI SA INTERPRETARLO.”

Come vede, ho intenzionalmente evidenziato alcuni passi, perché saranno

oggetto di alcune mie considerazioni e valutazioni.

La prima, mi pare la più evidente: le parole dell’allora sindaco Giacchetto.

Se il ricordo unisce Jesolo, il Veneto e l’Abruzzo (Giuardiagrele è il luogo

di sepoltura), mi chiedo come mai nel programma del raduno (Interregionale)

dei Marinai d’Italia (ho qui in mano l’opuscolo) non vi sia il saluto di una

rappresentanza istituzionale del comune di Guardagriele? Trovo il saluto del

Presidente della Regione Veneto Zaia, del Presidente della Provincia

Zaccariotto,del Sindaco di Jesolo Zoggia, del Presidente Nazionale Marinai

d’Italia, di un consigliere ANMI (per il Veneto Orientale) ed infine quello

sel Presidente dall’ANMI di Jesolo. Manca, come si evince dall’opuscolo, una

rappresentanza del Comune di Guardiagrele a cui spetta, a mio modo di

vedere, la testimonianza del popolo d’Abruzzo.

La seconda riguarda l’inaugurazione del monumento (ore 17.15 di sabato 4

maggio). Non mi è chiaro il significato di “inaugurazione”. Seguendo una

logica (peraltro evidente) il monumento ad Andrea Bafile è stato inaugurato

negli anni 70. Ed era rivolto verso Via Bafile. Il senso del monumento e

della sua posizione sta proprio qui: nella diretta evidenza di posizione e

significato. Ora, alcuni anni fa, la piazza è stata rifatta ed il monumento

è stato rimosso. Ciò, però non significa che il monumento (vista proprio il

significato del “locus”) non debba essere ricollocato dov’era. Invece

l’attuale monumento è per così dire “modificato” La sua posizione è

decentrata, non guarda più direttamente via Bafile e allo stesso è stato

aggiunto una base di marmo a forma di barca ed una grossa ancora. Non vorrei

dilungarmi su questioni riguardanti la conservazione dei monumenti (anche se

recenti) ma, è mia opinione che i monumenti che costituiscono elemento di

esistenza nazionale non debbano cercare la spettacolarizzazione (si inaugura

il “nuovo” monumento perché c’è il raduno interregionale dei Marinai?) ma

debbano essere mantenuti (stranamente, ma è così) per pietà e rispetto

perché rappresenta i nostri immutabili valori. La funzione di un monumento è

di ricordare e celebrare i valori ufficiali della storia politica, militare,

religiosa e culturale della patria e della città. Andrea Bafile non è (e non

può) essere retorica. IL suo “eroico sacrificio”, la sua “generosa

abnegazione” dovrebbero essere elementi solidificati nel ricordo collettivo.

Tutti i monumenti, collocati in piazze,strade, giardini (o relegati nei

cimiteri) sono SEMPRE POSIZIONATI secondo una ben studiata gerarchia di

posizioni. Nella maggioranza dei casi, questi monumenti (e anche, forse, il

monumento a Bafile) non hanno un valore artistico straordinario. Nel tempo,

però, anche se come osserva il giornalista, nessuno sembra notarli,

acquistano nel tempo una loro legittimità di esistenza, in quanto presenze

storiche del paesaggio della città: una sorta di segnale tranquillizzante

della continuità col passato per l’identità dei cittadini.In altri termini,

il loro valore, quello sentito in maniera profonda, è soprattutto

determinato dalla loro localizzazione, dall’essere un punto di riferimento

certo della geografia “psichica” urbana. E’ quindi giocoforza domandarsi

(visto il “nuovo” monumento..) se è l’idea stessa di monumento scultoreo a

essere entrata in una crisi irreversibile. Oppure è l’Istituzione ad essere

entrata in crisi? Solo una inerzia ideologica e culturale avrebbe ammesso

una “nuova” inaugurazione di un monumento peraltro già esistente. Questo

svuotamento di senso fa sì che un monumento, come quello di Bafile, diventi

una sorta di complemento della piazza. Una sorta di arredo urbano, per

intenderci, piuttosto che il significato specifico che sta sotto l’opera. Se

all’opera si fanno poi delle “aggiunte” estetiche (ma l’ancora, cosa

c’entra?) bisogna arrivare alla conclusione che ben poco di quello che si

vede nella nuova scultura monumentale ha un autentico valore storico (se si

accetta, ovviamente,  il giudizio, allo stesso tempo etico ed estetico, che

forma e significato in un monumento coincidono).

Walter Luvisotto
Un cittadino jesolano 

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