U Put’stà – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 6 aprile 2013. Inserito in Costume e Società

 

L’ultimo podestà di Pretoro è stato don Luigi di Sipio, o per i pretoresi solamente don Lujégg’. Signorotto che viveva di rendita. Possedeva, in paese e a Casalincontrada,  terreni fertili, suoi e della moglie, affidati a mezzadri, mentre direttamente sovrintendeva all’allevamento delle api di cui aveva un cinquantina di arnie. Era appassionato di caccia che, col fratello minore, don Peppe, esercitava assiduamente, soprattutto alla quaglia, in agosto e settembre, prima della migrazione di questo ricercato volatile.. Come podestà era molto severo, incuteva perciò ai concittadini timore e rispetto, in conseguenza dei suoi poteri, non sempre esercitati col dovuto equilibrio. Come quando un giorno, vedendo dalla finestra di casa sua, Nicola a ggiumanèll’ che tornava dalla montagna col mulo carico di legna secca, gli disse: Nicó!  Bongiòrn, don Lujé, démm’, démm’, rispose il buon uomo! Nicó, riprese il podestà, ssa sum’tèll’ scar’ch’l’ allóch’ e gli indicò il suo ex frantoio che fungeva da deposito. E Nicola, sudato e stanco, cercò di obiettare: ma, don Luié, stu car’cócc’  o sò già v’nnéut’, mo m’ péij’ nu mòcc’ch’ e l’ vaij’ a cuns’gnà a u Casal’, aija cumbrà magnà li cét’l', ch’ ij’ diángh’ a quill’? E don Luigi inflessibile: Nicó, ch’ tt’ sò dètt’…ssa sum’tèll’ scar’ch’l’ allóch. E Nicola, temendo le conseguenze, piangendo ubbidì. Non tornò a casa, ma riprese, digiuno, la via del bosco per un secondo carico..

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