Ggin’ Caitanócc’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 28 maggio 2013. Inserito in Costume e Società

Ora vive a Milano, Gino, ma da giovane ha fatto il suonatore di trombone con  diverse bande musicali del nostro territorio. Nel 1960 suonava con “La Grande Orchestra città di Pretoro” diretta dal maestro compaesano Mimì De Renzis. Durò solo una stagione, da aprile e settembre di quell’anno. Ma a settembre chiuse i battenti per difficoltà economiche. Gino racconta: Felì, ch’ t’aija déc’r', che ti devo dire, abbandonai la banda di Chieti e suonai 6 mesi senza vedere il becco d’un quattrino. Il maestro Mimì per fortuna m’aveva comprato un trombone, alla fine lo rivoleva pure. Ma io gli dissi: ma come , pur’ stu muttiáll’ arvù?  E, cambiando discorso, continua: eh, la banda, la banda…Tu lo sai, anche tu hai suonato con le bande, ch t’ sì scurdat’ ?  A mezzogiorno andavamo a mangiare nelle case private, chi qui chi là, uno strazio a  ripensarci ora. Ti ricordi, venivamo scelti come oggetti dagli abitanti del posto. Non rammendo dove ma una volta stavamo per cominciare a mangiare uno spezzatino di fegato, quando mancò la luce. Il capo famiglia accese allora un vecchio lume a olio, ma nel tentativo di fissarlo in posto adatto, cadde nel tegame dello spezzatino spegnendosi. L’olio finì nel tegame. Il proprietario  tirò fuori il lume, voleva riaccenderlo ma lo stoppino era rimasto nel tegame. Restai senza mangiare, conclude Gino: cóij’ iav’ truènn’ u ciánc’ da léum’ , fòrs’ o ulav’ arp’ccià, mo oij’ ij’ d’cióiv’: grazie e m’ n’ scappóiv’ fór’…E qui ci appioppa una risata a tutta bocca…..

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