Inaugurazione del nuovo monumento a Bafile a Jesolo Lido –

Scritto da Redazione il 14 maggio 2013. Inserito in News

riceviamo e pubblichiamo: Nicola R. Di Cocco

 

Un appuntamento mancato

 È stato con compiaciuta sorpresa che qualche settimana fa ho notato sul sito di Aelion un corposo intervento a proposito del monumento ad Andrea Bafile che stava per essere re-inaugurato a Jesolo Lido, la principale stazione balneare del Veneto orientale.

Lo stupore era dovuto al fatto che la notizia della cerimonia, tenutasi poi lo scorso 4 maggio, venisse a conoscenza dei cittadini guardiesi solo grazie ad un attento e appassionato jesolano, Walter Luvisotto, che voglio qui ringraziare almeno a titolo personale.

Il contenuto del suo intervento conduceva alla domanda del titolo “Esiste ancora un senso delle istituzioni?”.  …(continua)

L’analisi di Luvisotto – e la sua critica puntuale – era rivolta in due principali direzioni. La prima riguardava la modifica e lo spostamento del monumento collocato negli anni ’70 in una diversa posizione della stessa piazza Brescia a Jesolo Lido. Di questo sarebbe il caso che se ne parlasse in sedi più appropriate. Del secondo punto, invece, ritengo che Aelion si possa occupare legittimamente perché coinvolge direttamente noi guardiesi.

Si legge in un passo dell’intervento:

Se il ricordo unisce Jesolo, il Veneto e l’Abruzzo, [...] mi chiedo come mai nel programma del raduno (Interregionale) dei Marinai d’Italia non vi sia il saluto di una rappresentanza istituzionale del comune di Guardiagrele? [..] Manca una rappresentanza del Comune di Guardiagrele a cui spetta, a mio modo di vedere, la testimonianza del popolo d’Abruzzo.

La domanda che Luvisotto si è posto semplicemente scorrendo il programma del Raduno ANMI corrisponde esattamente ai dubbi che alcuni guardiesi, a conoscenza dell’evento dall’anno scorso, continuavano ad avere, ma solo sommessamente, evitando esternazioni per “carità di Patria” cittadina.

Nell’immediata vigilia della cerimonia è sembrato che l’Amministrazione Comunale avesse avuto un soprassalto decidendo di presenziare, seppure con una rappresentanza quasi solo simbolica, ma la flebile illusione è stata brutalmente spazzata via dalla realtà dei fatti.

Non si vuole qui indagare sulle responsabilità di questa gaffe istituzionale ma ritengo opportuno denunciare l’inerzia e l’indifferenza dell’Amministrazione Comunale guardiese (se qualcuno volesse parlare, meno elegantemente, di “menefreghismo” non sarebbe probabilmente censurabile). Anche qualora la responsabilità dei fatti risiedesse altrove, resterebbe da denunciare il disinteresse dimostrato verso una possibile composizione della vicenda: non vogliamo stigmatizzare questo comportamento seguendo l’abusata metafora del “muro di gomma” contro il quale rimbalzano gli oggetti (in questo caso, messaggi e segnalazioni), ma ci viene piuttosto in mente il comportamento da “buco nero” nel quale tutto entra e nulla fuoriesce.

Come detto, già dall’anno scorso alcuni guardiesi si erano attivati con iniziativa spontanea mettendo a disposizione tempo e danaro affinché dalla vicenda potesse venire maggior lustro e notorietà alla nostra città. Ci si attendeva solamente che l’Amministrazione Comunale ci mettesse il sigillo, invece…

La disillusione è stata cocente specialmente ricordando che con la precedente Amministrazione, un progetto con finalità e modalità analoghe era andato brillantemente in porto con la realizzazione nel 2008 della “Bandiera del Piave”, l’opera inserita nella pavimentazione dell’ingresso a livello stradale della Sagra della Majella.

Dal suo canto, questo secondo progetto avrebbe potuto portare a risultati molto significativi per la realtà guardiese. Stiamo parlando di Jesolo, località turistica di livello internazionale in cui, per la manifestazione erano convenuti folti gruppi di marinai da tutta l’Italia settentrionale (oltre, naturalmente, al provvidenziale Gruppo ANMI di Pescara). Una ribalta invidiabile per promuovere il nostro territorio. Invece e purtroppo, per noi guardiesi presenti alla cerimonia, la gratificazione per le citazioni della nostra città sarebbe stata molto più sentita se non fosse stata accompagnata dal profondo e mortificante imbarazzo dovuto alla latitanza di istituzioni rappresentative del territorio abruzzese e, in primis, di quello guardiese.

Per capire bene quale sia stato il nostro sentimento è bene conoscere il contributo all’evento fornito dai guardiesi e principalmente da Lucio Benfatto e dal prof. Mario Palmerio.

Citiamo solo di sfuggita il supporto nel reperimento e fornitura degli imponenti macigni in pietra della Majella posti a sostegno delle ancore che fanno parte delle due opere inaugurate nello stesso pomeriggio: il cippo commemorativo dei Marinai sulla rotonda all’estremità del viale del Marinaio, una delle strade di ingresso a Jesolo Lido, e il monumento alla M. O. V. M. Andrea Bafile in piazza Brescia lungo l’adiacente via Bafile.

Il monumento, ora scoperto e re-inaugurato dopo il rifacimento della piazza, presenta altre aggiunte di cui la più significativa, specie per noi guardiesi, è certamente la lapide, anch’essa in pietra della Majella, poggiante su di un supporto metallico a forma di ruota di timone. La lapide reca la riproduzione dell’iscrizione della Sagra della Majella a Bocca di Valle e una riproduzione metallica in miniatura del cancello di ingresso alla grotta, opera del maestro Filippo Scioli.

Ebbene, con orgoglio e commozione abbiamo ascoltato durante la cerimonia i ripetuti richiami al contributo dei cittadini di Guardiagrele che custodiscono con affetto la memoria di Andrea Bafile, un eroe venuto da lontano a difendere i confini della Patria dopo la disfatta di Caporetto in uno dei momenti più tristi della storia italiana. Il presidente nazionale dell’ANMI, amm. Paolo Pagnottella, e il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, hanno indicato l’eroe abruzzese quale splendido esempio per tutti gli italiani affinché mostrino sempre un’irriducibile unità d’intenti specie in momenti di particolare difficoltà quali quelli odierni.

Come avremmo voluto vedere il gonfalone di Guardiagrele al posto d’onore che gli sarebbe stato riservato! Come avremmo voluto, consentitecelo, “pavoneggiarci” (in guardiese mi verrebbe “fissijàrece“) nel dire “Noi siamo di Guardiagrele”. Invece abbiamo preferito rimanere defilati perché temevamo la domanda sulla rappresentanza della città, domanda alla quale non era il caso di rispondere.

Aggiungo solamente che il materiale celebrativo della Sagra della Majella, preparato appositamente a cura dell’Associazione Andrea Bafile di Bocca di Valle e di Eurografica, è stato possibile distribuirlo solo grazie all’ospitalità concessaci estemporaneamente dall’ANMI all’interno della Mostra della Marina, allestita per la manifestazione. Gli opuscoli, con nostra grande soddisfazione, sono andati a ruba.

Qui si conclude il racconto della vicenda, cronaca di un’occasione mancata da Guardiagrele, purtroppo una delle tante, troppe, collezionate negli anni che ricordiamo.

Un’ultima doverosa considerazione: ho raccontato i fatti volutamente da un punto di vista prosaico, per i risvolti riguardanti la valorizzazione del nostro territorio, ma non posso terminare sottacendo che il disinteresse dimostrato ha notevoli affinità con un insulto alla memoria di Andrea Bafile e ai sentimenti di quanti ne rispettano il valore anche come espressione di abruzzesità. E’ possibile rassicurare tutta la comunità abruzzese e dimostrare che Guardiagrele è ancora degna di ospitare le spoglie dell’eroe e il ricordo di tutti i “figli d’Abruzzo morti combattendo per l’Italia”?

Non dimentichiamo l’enorme privilegio che ci venne accordato negli anni ’20 dalle autorità civili, militari e dalla stessa famiglia Bafile.

Chiediamoci se i nostri rappresentanti con questi comportamenti effettivamente ci rappresentano anche nei nostri sentimenti. Rappresentare Guardiagrele anche nei suoi valori deve essere un impegno inderogabile a prescindere da qualsiasi personale convincimento. Si è disponibili a presenziare con un posto d’onore nelle celebrazioni religiose anche se non si è credenti. Si faccia allora lo stesso per le altre celebrazioni civili cui il sentimento popolare si sente particolarmente legato. Ma su quali siano queste celebrazioni, i miei personali convincimenti ormai vacillano…

Nicola R. Di Cocco
Guardiese in San Donà di Piave

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Commenti (1)

  • danilo
    30 maggio 2013 alle 19:06 |

    le solite figure di ……….che questa sottospecie d’amministrazione è abbituato a fare. E come dice il direttore che figura di merda!!!!!!!!

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