Giuann’ ciculin’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 25 giugno 2013. Inserito in Costume e Società

Subito dopo la seconda guerra mondiale si ricostituì a Pretoro la banda musicale ad opera del maestro Ettore Di Nizio, ancora oggi ricordato con affetto. Nel complesso, Giovanni, uno dei più anziani, suonava il basso. Un giorno la banda andò per suonare a Gamberale ma un violento temporale costrinse i musicanti a trovar riparo ovunque fosse possibile. Giovanni si sistemò sotto il telone d’un gelataio. Ricomparso il sole il gelataio cercò con il manico d’una scopa di liberare la copertura dall’acqua che vi si era raccolta sopra. Giovanni fu inzuppato tutto. Indossava una camicia bianca sopra una maglia di lana fatta dalla moglie e tinta di rosso con una bustina di “iride”. La maglia si scolorì ed il colore sporcò di rosso, a chiazze, la bianca camicia. Sembrava gli avessero sparato con pallini da caccia. Dopo la sorpresa e le bestemmie di rito così esclamo: nz’ avéss’ fatt’ ma juórn’ madd’m'n’ ! ( non si fosse fatto mai giorno questa mattina).

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