L’ Uv ‘ Mbis’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 17 luglio 2013. Inserito in Costume e Società

 Non so perchè a Pretoro fosse chiamato così il gioco dell’“Uovo Appeso”. Certo è una variante del più pretorese ” L’Uv’ Appais’”. Si eseguiva  nelle povere case  del paese al tempo di carnevale per far divertire i bambini anche se gli adulti non disdegnavano di parteciparvi. Nelle case dei contadini, ancora ora, si notano anelli di ferro cementati sul soffitto, nelle cucine soprattutto, attraverso cui passavano dei paletti per sostenere a stagionare prosciutti e salsicce, salami e ventresche, dato che allora il maiale era considerato una fonte importante di sostentamento. In uno di questi anelli si faceva passare uno spago sottile lungo tanto che i due capi  fosse ad altezza adatta.I n uno si legava un uovo lesso sgusciato, nell’altro un carbone acceso infilato in un ago da materasso. Il gioco consisteva nell’allontanare soffiando il carbone rovente ed afferrare con la bocca l’uovo senza scottarsi. Chi vi riusciva si gustava l’uovo che allora era una vera  risorsa. Doveva perciò essere apprezzato perchè la gallina aveva “lavorato” un giorno intero per formarlo.

L’uv’ è na iurn’t’ d’ allóin’, si diceva rimarcandolo.

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