LA PROVINCIA DI CHIETI CHIEDE LA FINE DEL COMMISSARIAMENTO DELLA SANITA’ IN ABRUZZO

Scritto da Redazione il 27 settembre 2013. Inserito in News

Nella seduta del 26 settembre del Consiglio Provinciale di Chieti è stata approvata all’unanimità una risoluzione urgente , presentata dal Consigliere Nicola Tinari di Rifondazione Comunista , che chiede la fine del Commissariamento della Sanità e la definizione del piano sanitario 2013-2015 .

“E’ ora che la Politica si riappropri del proprio ruolo ! dice il Cons. Nicola Tinari ,  ” deve finire il tempo che si parla di sanità solo trimestralmente, quando cioè viene redatto il verbale del tavolo di monitoraggio romano .E’ necessaria una operazione verità , ormai non piu’ rinviabile! Non è più possibile rimandare il coinvolgimento della politica nella riorganizzazione e nella definizione del sisitema sanitario regionale,  pur nel rispetto dei provvedimenti statali di contenimento della Spesa “

 NICOLA TINARI

CHIETI 27 SETTEMBRE 2013

IN ALLEGATO IL TESTO DELLA RISOLUZIONE  …(continua)

Al Presidente della Giunta Provinciale di Chieti

                     Al Presidente del Consiglio Provincialedi Chieti

Risoluzione Urgente

(Piano Sanitario 2013-2015 e fine Commissariamento)

Il Consiglio Provinciale di Chieti

Premesso che

- con la legge finanziaria 2005, la numero 311, del 30 dicembre 2004, tutte le regioni che erano in condizioni di difficoltà  rispetto al finanziamento delle servizio sanitario regionale, per condizioni di debito accumulato negli anni precedenti, erano passibili di commissariamento da parte dello Stato;

- in virtù della legge numero 80 del 2005 non sarebbe stato possibile, viste le condizioni deficitarie del bilancio, arrivare al recupero delle somme dovute dallo Stato;

- ad aprile 2006 l’Abruzzo era tra le regioni che non erano in grado di assicurare stabilità ai conti della sanità;

- per questa condizione la regione stessa era stata sottoposta al regime di affiancamento e di “tutela” da parte del Ministero dell’economia;

- a dicembre 2006 era stato necessario elevare il livello di tassazione Irap e Irpef alle aliquote più alte;

- con la legge regionale n. 6/2007  era stato approvato  il Piano di rientro concordato tra lo Stato e la regione stessa;

- detto Piano, che costituiva la premessa del redigendo Piano sanitario, provvedeva analiticamente alla ridefinizione di tutti i settori e di tutte le condizioni economico finanziarie della sanità abruzzese;

- con la legge regionale n. 5/ 2008 veniva approvato il Piano sanitario costruito sulla base dei criteri definiti nella legge regionale n. 6 / 2007;

- Piano di rientro e Piano sanitario erano stati definiti compatibili con il processo di ristrutturazione dei conti della sanità;

- ad ottobre 2008 avveniva  il commissariamento del settore sanità da parte dello Stato;

- il commissariamento non era accompagnato da un ulteriore incremento dei livelli di tassazione;

- a dicembre 2009, dopo le dimissioni del Commissario ad acta, dott. Gino Redigolo, era nominato Commissario per la sanità il Presidente della Giunta Regionale, dott. Giovanni Chiodi;

- al Presidente Chiodi era affiancato il vice commissario, Dott.ssa Giovanna Baraldi;

- da quel momento la gestione della sanità, anche in virtù dell’articolo 17 della legge 111/ 2011, era integralmente affidata al Commissario e al vicecommissario;

- il primo atto sostanziale era rappresentato dal programma operativo 2010 e incideva radicalmente sullo stato della sanità abruzzese e della sua organizzazione;

- le linee di sviluppo, di questo programma operativo, non erano in linea con il Piano di rientro e con il Piano sanitario concordati con il governo,

- l’emanazione di decreti commissariali non riusciva a ricostruire un quadro omogeneo del settore sanitario in Abruzzo;

- la contestazione di questi provvedimenti portava ad un contenzioso amministrativo di notevole rilevanza risolto solo in virtù del precitato articolo 17 della legge 111;

- i verbali del tavolo di monitoraggio indicavano un riallineamento dei conti della sanità, ma una situazione problematica sul piano dei servizi;

- il Consiglio regionale  risultava, e risulta tuttora, assolutamente espropriato del suo ruolo politico e di programmazione;

- sul piano strettamente contabile, in base alle risultanze dei verbali romani, la situazione sembra essere sotto controllo dal punto di vista finanziario;

- al riallineamento dei conti non sembra, allo stato, corrispondere una corretta organizzazione di tutto il sistema sanitario regionale;

- dagli stessi verbali sembra emergere tutta una serie di problemi relativi non solo al rapporto tra pubblico e privato , ma anche al rispetto dei livelli essenziali di assistenza;

- non sembrano sussistere più le condizioni  di commissariamento da parte dello Stato nei confronti della regione;

- l’attuale condizione sembra una palese violazione del novellato Titolo quinto della Costituzione in quanto cancella la possibilità di programmazione del servizio sanitario regionale da parte dell’organo politico;

- la stessa Corte Costituzionale è stata chiamata ad esprimersi sulla possibilità di efficacia dell’articolo 17 della legge 111 del 2011 e l’ordinanza nr.173/2013 , pur dichiarando la non ammissibilità del ricorso stesso , non ha risolto il problema sul piano del merito rinviando la responsabilità-possibilità ‘intervento sul piano normativo predisposto dal commissario al tribunale amministrativo regionale ed al consiglio di stato ;

- tutte le relazioni della stessa Corte dei Conti parlano di un possibile percorso// virtuoso sul piano, però, strettamente contabile;

- oggettivi ritardi si sono verificati sul piano della programmazione in quanto, da almeno tre anni, non esistono documenti in grado di assicurare uno svolgimento corretto dell’organizzazione strutturale del sistema sanitario;

- esiste un pericolo reale che alla fine del percorso non ci sia più un sistema sanitario che abbia i connotati di un sistema efficace e condiviso;

- non è più possibile rimandare il coinvolgimento della politica nella riorganizzazione e nella ridefinizione del sistema sanitario, pur in ossequio ai provvedimenti statali di contenimento della spesa pubblica;

- di fatto, le scelte che sono state fatte non rispondono ad un indirizzo politicamente definito e puntuale, ma obbediscono ad uno stato di emergenza finanziaria non reale, almeno da quanto spesso dichiarato dallo stesso Commissario ad acta;

- se esiste, stando a quanto affermato dal Commissario ad acta, Tavolo di monitoraggio e Corte dei Conti, affidabilità sul piano contabile, a questo punto è improcrastinabile un recupero della capacità di programmazione da parte degli organi costituzionalmente deputati,

Preso atto che

dai verbali del Tavolo di monitoraggio si evince che, fermo restando le criticità riscontrate, il Commissario ad acta dovrà presentare un nuovo Piano operativo per gli anni 2013-2015;

ciò vuol dire che la Sanità abruzzese può essere commissiarata sino al 2015;

la legge 191 del 2009, all’articolo 2, comma 88, prevede la possibilità di presentare un nuovo Piano di rientro, per il passaggio dalla gestione straordinaria a quella ordinaria;

come stabilito nella stessa legge 191 del 2009, all’articolo 2, comma 88bis, così come introdotto dall’articolo 17 del decreto legge 98/2011, il commissario ad acta avrebbe dovuto presentare il nuovo Piano sanitario entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto;

Impegna

Il presidente della Giunta Provinciale di Chieti a farsi promotore presso il Presidente della Giunta Regionale e Commissario ad acta per il Piano di rientro

dal deficit sanitario , affinchè 

-     chieda al Governo nazionale  che nella  definizione del Piano Sanitario 2013-2015, si riconsiderino i  ruoli, nel rispetto dei principi costituzionalmente sanciti.

Chieti 24 luglio 2013

Nicola Tinari Consigliere Provinciale   Partito della Rifondazione Comunista

 

 

 

 

 

 

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