Nu Pp’cciunèll’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 24 settembre 2013. Inserito in Costume e Società

A Pretoro, e non solo, il brodo e la carne di piccione erano ritenuti ricostituenti efficaci tanto da essere, un tempo, bevanda e cibo per ridare forza alle puerpere.
Era moribondo zì Ndiun’, quando la moglie, za Anna, si pose al suo capezzale per accompagnarlo pietosamente al trapasso. Gli mormorava, tra una preghiera e l’altra, parole affettuose di consolazione. Zì Ndonij’ pareva che sentisse ma non aveva fiato per rispondere. Ad un certo punto la donna gli disse: a Ndò, ch’ dóic’, t’ l’aja còc’r’ nu pp’cciunèll’ ? E zì Ndiun’, con un fil di voce, le rispose: n’ mm’ fa rét’r’ ( non farmi ridere ) e spirò.

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