Il papavero di zì Vincenz’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 21 ottobre 2013. Inserito in Costume e Società

Mio zio Vincenzo, fratello di mio padre, era uomo forte, muscoloso e di grande rigore morale. Voleva il rispetto delle regole fino alla pignoleria e, per ciò che atteneva ai confini tra le sue terre e quelle degli altri, non tollerava sconfinamenti. Quèll’ ch’ è l’ tì, è l’tì ma quèll’ ch’ è l’ mi, è l’ mì e nz’ tòcch’…. Anche lui, dopo la guerra del ’40-45, rimasto vedovo, emigrò in Canada, dove già si trovavano cinque dei suoi sei figli. Forse memore del fatto che a Pretoro i bambini irrequieti si calmavano dando loro impunemente succo di papavero da oppio, coltivato liberamente in paese, negli orti di casa, pensò di coltivarne una pianta nel suo giardino, nella yard, raccontava, per sua curiosità. Ma, chissà da chi chiamato, un giorno gli arrivò in casa un poliziotto che lo sottopose a stringente interrogatorio: chi ti ha dato i semi, che ne intendevi fare, chi dei tuoi si droga, ecc. !!! Zì Vncènz’, sorpreso, ripeteva : birds, gli uccelli, birds…..ed in pretorese aggiunse: a stat’ l’ ciáll’, a stat’.

Fu naturalmente diffidato e multato.

Trackback from your site.

51 views

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.