Zì Pitr’ cambróin’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 9 ottobre 2013. Inserito in Costume e Società

Non so perchè gli si dicesse ” cambróin” o cosa voglia significare la parola. Era uomo di robusta stazza, con le gambe decisamente arcuate e col viso ornato da un bel paio di baffi. Faceva il boscaiolo. Come tanti a Pretoro in quel tempo, usava andare, sull’imbrunire, a fare i propri bisogni corporali fuori, all’aperto, in luogo appartato, per naturale decenza. In quasi tutte le case del paese non c’ erano i gabinetti. Trascuro i dettagli per dire solo che zì Pitr’ aveva scelto un posto fisso, ben celato da arbusti, costituito da due lastroni poggiati per terra e su cui si accoccolava. Per tenersi in equilibrio, si aggrappava ad un comodo alberello che aveva a portata di mano. Per fare un dispetto al nonno, Emidio, suo nipote , complici altri scavezzacolli suoi amici, segò quasi del tutto l’appoggio. Attesero quindi, i congiurati, ben nascosti ovviamente, il momento propizio. Arrivò zì Pitr’, si guardò attorno circospetto, si slacciò i pantaloni e si accoccolò aggrappandosi al sostegno. Ma appena liberato l’intestino dalle organiche scorie, l’alberello si ruppe e zì Pitr’ finì, col sedere scoperto, sulle stesse sue deiezioni impiastricciandosi anche le mani nel tentativo di alzarsi dalla scomoda posizione……

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