U lèbbr’ di zì Angiulin’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 29 novembre 2013. Inserito in Costume e Società

Povero tra i poveri zì Angiulin’, emigrò anche lui nel dopoguerra, come tanti altri di Pretoro, in Canada e là visse per molti anni. In paese aveva tagliato la miseria coll’accetta, ngh’ l’acciátt‘, diceva. Si racconta che una volta raggirò, per un piattino di ravioli di ricotta, un altrettanto povero contadino di Roccamontepiano che stava zappando un suo terreno. Era l’ora di pranzo e la moglie del contadino aveva portato al marito il pasto di mezzogiorno. Angiolino pensò di sfruttare l’occasione. Si presentò dicendo che avrebbe aiutato il contadino a zappare in cambio di un po’ di ravioli. Angiolino mangiò tranquillo ma subito dopo, come rivelasse chissà quale verità scientifica, disse al contadino : scusa , amico, sai fare la lepre ? Quale lepre? rispose l’uomo. Guarda, riprese Angiolino, mo tò nzègn’ óij’, sì fa cuscé…Portò allora le mani ai lati delle orecchie, si accoccolò, spiccò un salto verso la strada, poi altri ancora, infine si mise a correre e si dileguò lasciando il contadino con un palmo di naso.

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