Zì Ndònij’ Z’f'rin’ – di Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 26 novembre 2013. Inserito in Costume e Società

Zì Ndònij’, che a Pretoro faceva il contadino, si recò un giorno di fine ottobre, prima che nevicasse, a seminare un po’ di grano in contrada Pagliarone dove aveva un piccolo appezzamento di terreno. Per arrivare sul posto impiegò, col suo asinello, più di un’ora e con la lingua fuori per la fatica, essendo il percorso per gran parte in ripidissima salita. Il tempo, da discreto, peggiorò molto, si mise a piovigginare, mentre una fitta nebbia toglieva alla vista ogni cosa. Zì Ndònij’, per un po’ si ostinò a continuare il lavoro, ma dopo poco, bagnato fradicio rd infreddolito, decise di tornarsene a casa. Non riuscì però a trovare l’asino, tanto fitta era la nebbia. Si avviò lo stesso pensando di tornare a riprenderlo il giorno dopo. Vedendolo arrivare a casa così malridotto e senza l’asino, Cristina, la moglie, gli chiese: e l’ias’n'…u sì p’rdéut’… ngh’ tótt’ i cést’ ? ( e…l’asino l’hai perso con anche i cestoni ?). E Ndònij’, nero di rabbia, le rispose: i césti mì o sò rpurtat’… n’n sì cundènt’? ( i miei ” pendenti ” li ho riportati…non sei contenta?

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