Zì Pitr’ Cavórr’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 11 novembre 2013. Inserito in Costume e Società

Sorvegliava l’acquedotto dalla sorgente dell’Asinara fino a Pretoro, curandone anche la piccola manutenzione. Col suo asinello trasportava, all’andata, il materiale per piccole riparazioni e, al ritorno, un carico di legna secca. Col passare degli anni caricare l’asino di legna gli era diventato un problema e gli costava non poca fatica. spesso il carico gli usciva squilibrato e a soffrirne era la povera bestia. Una volta, aveva ormai una ottantina d’anni, il carico risultò decisamente sbilanciato tanto che l’asino camminava a fatica. Mentre attraversava Dietrocorte, la piazzetta all’ingresso del paese venendo dalla montagna, una donna gli disse: oddì, zì Pì, gna u sì car’cat’ s’ias’n’ ? N vóit’ gna pènn’ ! E zì Pitr’: eh, a èss’ pènn’ sol’ uóij’…a mmè è uttantiènn’ ch’ m’ penn’ !

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