Altri tempi – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 11 dicembre 2013. Inserito in Costume e Società

Mi chiamo Felice perchè mio nonno si chiamava Feliciano. Quando sono nato, nel 1929, si usava al battesimo imporre spesso il nome di un nonno o di un parente che si voleva ” rinnovare”. Mio nonno, grande lavoratore dei campi, voleva che i nipoti, appena grandicelli, seguissero il suo stesso mestiere. Non vedeva perciò di buon occhio il fatto che io fossi stato mandato in collegio, a Chieti, per studiare. E questo lo faceva notare col suo burbero atteggiamento nei miei riguardi. Come ad esempio quella volta che gli vidi mangiare un panino pieno di formiche. Gli dissi : tató ! ( tatuccio era allora tra i popolani l’appellativo del nonno ), ma ch’ t’ stì magnà… o f’rmóich’ ! E lui, serio serio, mi rispose: trést’ a u nécch’ ch’ va mmòcch’ a u ruóss’( peggio per il piccolo che va in bocca al grande ).

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