Don Vincènz’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 27 dicembre 2013. Inserito in Costume e Società


E’ stato, negli anni ’50 del secolo scorso, il ” fondatore” dell’ Albergo Ristorante La Maielletta di Passolanciano, in agro di Pretoro a 1300 m slm. Fu, con i miei fratelli che più a valle costruirono Lo Scoiattolo nello stesso periodo, uno dei primi a percepire le potenzialità di sviluppo del comprensorio. Uomo rigoroso, sempre ben vestito, molto fiero, tanto da sembrare a volte persino burbero. Nell’attività era aiutato dal figlio Ugo e dalla nuora, la maestra Gianna. Poichè Ugo era un po’ troppo generoso nell’offrire agli amici da bere gratis, il padre aveva affisso nel bar, come monito, un cartello con la seguente scritta: un conto sono gli amici, un conto gli affari. Mio zio Giovanni, prima di impiantare a Passolanciano l’omonima sciovia Marcantonio, prestava qualche giornata di lavoro nel suo locale. Oltre al compenso, riceveva anche il pasto che, dati i tempi, era forse più importante del compenso stesso. Un giorno, a fine pranzo, don Vincenzo gli disse: Giuà, lo prendi un digestivo? E lo zio: don Vincè, gna t’ vè mmènt’…appén’ mo sò prain’ a panz’ e mm’ u fa sóbb’t’ d’ll’gg’róij’ ! ( don Vincenzo, ma come ti viene in mente, ho appena riempito la pancia e mi vuoi far subito digerire).

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