Lubbèrt’ a giumanèll’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 27 gennaio 2014. Inserito in Costume e Società

 

Tra i simpaticissimi personaggi di Pretoro, c’era anche Roberto D’Angelo, Lubbèrt’ a giumanèll’. Aveva il collo lungo, sempre piegato a destra. In testa portava un deformato cappello nero che, forse, si toglieva solo per andare a letto. Nella banda musicale del paese suonava i piatti, senza conoscere una nota. Aveva però un sensibilissimo orecchio e ad orecchio suonava atteggiandosi a raffinato musicista. La sua principale attività era però produrre cucchiai di legno che esercitava, se il tempo lo permetteva, fuori, all’aperto con pochi attrezzi: il ceppone, l’ascia, il ” cavatore”, pialla e cartavetro. Erano tempi duri !

Un giorno la moglie gli si avvicinò con un sorrisino. Oggi mangeremo bene, gli disse, stiángh’ a còc’r’ na p’gn’t’ di fèsciul’ ngh’ l’ còt’ch’ ( sto cuocendo una pignatta di fagioli con le cotiche), appén’ són’ mèzzijuórnì arsaij’ ! Al tocco Roberto tornò a casa, trovò la moglie desolata che si disperava. Durante la sua assenza il gatto aveva rovesciato la pignatta e spazzato le cotiche.

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