San Francissavèrij’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 20 gennaio 2014. Inserito in Costume e Società

San Francesco Saverio è un santo molto amato a Pretoro. Prima del 1942 la statua era una conocchia di canne con una bellisima testa la cui faccia, non so di che materiale fosse fatta, era stupenda. Indossava l’abito talare con cotta, stola ed, in testa il tricorno. Nella mano destra stringeva il crocifisso, nella sinistra il pastorale. Il santo era stato gesuita e dichiarato apostolo delle Indie. A febbraio del 1942, in piena seconda guerra mondiale, il parroco di allora, don Lorenzo Rupiani, forse temendo che subisse danni o per altri ignoti motivi, notte tempo e all’insaputa dei parrocchiani, lo fece sparire dalla nicchia senza che nessuno sapesse che fine avesse fatto. Era domenica quando mia nonna Anna che andava in chiesa molto presto si accorse del fatto e cominciò a gridare: sa nom’ arrubbat’ san Francissavèrij’, nc’ sta cchiù a la nécchij’. Accorsero i vicini, si suonarono a distesa le campane e, in breve tempo tutto il paese si ritrovò sul sagrato della chiesa. Si seppe che era stato il prete a toglierlo ma i parrocchiani, sempre più esagitati, inveivano e minacciavano. Le porte della chiesa furono bloccate e notte tempo don Lorenzo lasciò alla chetichella il paese. Pretoro restò scomunicato per un mese secondo l’editto di mons. Giuseppe Venturi, vescovo di Chieti.

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