Ròcch’ u ng’gnir’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 12 febbraio 2014. Inserito in Costume e Società

Così era chiamato a Pretoro Rocco Di Francescomarino, ingegnere di professione. Era stato alpino e dell’Associazione Alpini di Pretoro era un importante punto di riferimento. Amava perciò la montagna. Una volta in gita con gli amici verso l’anfiteatro delle Murelle, portava con sè nello zaino un cocomero di alcuni chili. C’è chi, esagerando, dice di 12 chili. Era d’estate, d’agosto . La salita ed il peso lo facevano sudare abbondantemente. Raggiunto a fatica il poggio chiamato Pratone i ” montanari ” sostarono per rifocillarsi. Rocco, nei momenti di particolare tensione, tartagliava, ma la balbuzia era sempre temperata dal suo accattivante sorriso. Mentre seduto cercava di cavare dallo zaino un panino, il cocomero, mal posizionato, comminciò a rotolare nel ripido pendio e Rocco, cominciò a gridare: “cacà…ca…cacà ca ssa rut’cat’ u c’trèun’….”

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