Zì Pitr’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 10 aprile 2014. Inserito in Costume e Società

Uomo amabilissimo zì Pitr’ cavórr’. Curava la rete dell’acquedotto comunale dalla partenza in montagna, fino al paese, Pretoro, provvedendo anche alla piccola manutenzione. Col suo asinello, verso cui aveva un particolare affetto, trasportava, all’andata il materiale per le riparazioni eventuali e, al ritorno, un bel carico di legna secca. Era da tutti benvoluto anche per il suo caratteristico modo di parlare e per le sapide battute simpaticamente allusive con cui spesso rispondeva ai curiosi. Quando poteva si recava anche in campagna e quando tornava coll’asinello a cavezza con i caratteristici cestini pieni d’erba per i conigli o con pochi chili di patate sporche di terra, si fermava a Vittorio, l’oste più noto a Pretoro, per bersi il solito quartino annacquato. Bastava lasciare la cavezza per terra perché l’asino restasse sull’uscio in attesa. Un giorno un avventore spiritoso gli disse di far entrare in cantina anche l’asino ed ecco la pungente risposta di zì Pitr’: I césti mi ( i miei cabasisi) c’ pass’ a la pòrt’ ma quill’ d’ l’ias’n’ no !

Trackback from your site.

28 views

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.