Angiulin’ u mac’llar’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 2 maggio 2014. Inserito in Costume e Società

Era soprannominato mac’llar’ per il mestiere che svolgeva a Pretoro: Amava però bere parecchio per cui collezionò anche un secondo epiteto. Era anche detto ” bicchijrin’ ” persché tracannava ogni tipo di bevanda alcolica, specie se offerta dagli amici. Dopo uno dei tanti fallimenti della sua attività di macellaio, se ne andò, per un certo tempo, in Germania, ove imparò discretamente il tedesco. Tornò sul finire della seconda guerra mondiale e divenne collaborazionista dei tedeschi che occupavano allora Pretoro. Molti per questo in paese lo odiavano. Ad un certo punto vendette casa e se ne andò in Svizzera, presso una figlia sposata che lì lavorava. Una volta tornò è prese alloggio nell’albergo di Albèrt’ cardéll’ in una camera al secondo piano, ordinando, per la mattina dopo, colazione in camera. Alberto era tra quelli che aveva motivo di rancore verso l’ospite Non era presente però all’arrivo dello ” speciale” cliente. La mattina Alberto, a cui era toccata l’incombenza di portare all’ospite la colazione, bussò alla porta della stanza delicatamente.
La porta si aprì e comparve ” bicchijrin’” avvolto in una morbida vestaglia di seta, come un nababbo, un principe orientale,
Téu sì, esclamò Alberto appena lo vide, a culazièun’ au liátt’…o ch’ scì ccióis’… s’ vvu magnà… vit’l’ a pijà sótt’ a culazièun’. ( Tu sei… la colazione a letto.. .che tu sia ucciso… se vuoi mangiare… vienitela a pigliare sotto la colazione).

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