La Sfida – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 3 giugno 2014. Inserito in Costume e Società

A Pretoro, negli anni 40 del secolo sorso, tra i tanti giochi praticati dai ragazzi, c’era anche quello di sfidarsi a testate, in due, uno contro l’altro, come due caproni. Vinceva chi assestava all’altro la testata più forte. Era gioco violento che spesso finiva col sanguinamento del naso o dell’arcata sopracigliare o con qualche altro pasticcio. Zì Mènch’ Ddam’sócc’ e zì Ndoniij’ Ggiarramin’, non più ragazzi, emigrarono negli Stati Uniti e trovarono lavoro a Detroit, presso la Ford. Si racconta che verniciavano le macchine col pennello. Forse per disagio d’essere soli e lontani, forse per nostalgia, un giorno si sfidarono a “testata”, a cucciánn’, ome si diceva a Pretoro. Prese le distanze, si avventarono, l’uno verso l’altro con foga inaudita ma, al momento dell’impatto, zì Ndònij’ si scansò e zì Ménch’ sbattè la testa con violenza contro un pilone di ferro ammaccandosi la fronte. Mentre cercava di frenare il sangue col fazzoletto, ripeteva: è ll’vair’, p’ la madònn’, s’ pò v’daij’ l’ stèll’ péur’ d’ juórn’….

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