“Una chiesa per la scuola”

Scritto da Redazione il 3 luglio 2014. Inserito in EVENTI

Il Centro per l’Infanzia “La Gabbianella”, sabato 10 Maggio 2014, ha partecipato alla manifestazione storica, voluta da Papa Francesco, per incontrare il mondo della Scuola Italiana. La FISM Abruzzo-Molise, (la Federazione Italiana Scuole Materne) a cui il nostro Centro si è appoggiato per poter partecipare all’evento, ha ricevuto i complimenti dal Vaticano per la grande partecipazione riscontrata (soprattutto da parte delle Scuole Paritarie). Lo stesso Vaticano ha dichiarato che non ci si aspettava una tale parteipazione. Vi è l’impegno da parte del Papa a ripetere la manifestazione, migliorandola dove possibile, e soprattutto l’impegno da parte del Vaticano a sostenere la Scuola (in tutte le sue espressioni).

Sabato 10 maggio un numero imponente di persone (circa 300mila), tra cui anche i bambini, i genitori, gli insegnanti e il personale non educativo della “Gabbianella”, hanno coperto piazza San Pietro e tutta via della Conciliazione. Questa grande folla ha testimoniato che, per fortuna, nel nostro Paese c’è ancora tanta gente che ha a cuore la scuola come ambito educativo. Per questo, il Pontefice, a tutti noi, radunati in piazza san Pietro, ha detto: “Si vede che questa manifestazione non è ‘contro’, è ‘per’! Non è un lamento, è una festa! Una festa per la scuola. Sappiamo bene che ci sono problemi e cose che non vanno, lo sappiamo”. Ma “voi siete qui, noi siamo qui perché amiamo la scuola”. “Dico ‘noi’ – ha chiarito – perché io amo la scuola, l’ho amata da alunno, da studente e da insegnante. E poi da vescovo”.

Il cardinale Angelo Bagnasco ha presentato l’incontro ricordando che «dalla scuola passa la bellezza della vita». Il presidente della CEI ha aggiunto: “Ogni scuola è un atto di speranza che si rinnova ogni mattina grazie ai suoi protagonisti, nonostante i problemi e le inadeguatezze che tutti conosciamo. La scuola, che pur sconta gravi difficoltà, è luogo educativo da preservare, soprattutto nella sua risorsa principale: le persone, la loro qualità critica, la loro statura morale, la loro apertura ideale». Il cardinale ha anche ricordato l’importanza e l’impegno delle tante scuole paritarie e il ruolo fondamentale dei genitori che «rappresenta un diritto sancito dal nostro Paese, ma anche un dovere da garantire e da promuovere da parte dello Stato e dei singoli cittadini».                                                                                                                             Nel suo discorso, il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, che pure ha partecipato all’evento, ha usato alcune espressioni importanti. Oltre a sottolineare la «vicinanza e l’affetto» delle istituzioni a Papa Francesco, il ministro ha sottolineato che ogni mattina, in tutta Italia, le scuole «aprono le loro porte agli 8 milioni di bambini e di studenti e ai loro insegnanti. In questo modo l’Italia cresce, ogni giorno, si confronta con la propria storia e determina il proprio futuro». La scuola «è un bene comune: un diritto di ciascuno e un dovere per lo Stato». Lo stesso ministro, ha aggiunto che «se domattina per assurdo si dovesse spegnere il settore paritario, lo Stato avrebbe seri problemi di bilancio». Come già altre volte, Giannini ha mostrato grande attenzione al mondo delle paritarie, ricordando che in Italia ci sono numerose strutture, come la nostra, che aiutano lo Stato ad espletare il suo compito educativo. A tal proposito il Misistro ha detto: «Noi siamo a favore di un sistema integrato dell’istruzione, in cui convergano soggetti diversi. Questo sistema va potenziato. Per tutti, istituti statali e non statali, è necessaria una valutazione globale della qualità».           Il momento più emozionante e atteso della giornata è stato il discorso di Papa Francesco, che dopo aver attraversato, con la sua “Papa Mobile”, tutta la Piazza e tutta via della Conciliazione, ha enunciato tre grandi Verità:

  • La scuola è «sinonimo di apertura alla realtà. Papa Francesco ha detto: – Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E questo è bellissimo! Nei primi anni si impara a 360 gradi, poi piano piano si approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza. Ma se uno ha imparato a imparare, – è questo il segreto, imparare ad imparare! – questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla realtà!».
  • La scuola «è un luogo di incontro», non un «parcheggio». Papa Francesco ha aggiunto: «La famiglia è il primo nucleo di relazioni: la relazione con il padre e la madre e i fratelli è la base, e ci accompagna sempre nella vita. Ma a scuola noi “socializziamo”: incontriamo persone diverse da noi, diverse per età, per cultura, per origine, per capacità. La scuola è la prima società che integra la famiglia. La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte! Sono complementari, e dunque è importante che collaborino, nel rispetto reciproco».
  • La scuola “ci educa al vero, al bene e al bello”. A tal proposito il Papa ha detto: “L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla. La vera educazione ci fa amare la vita, e ci apre alla pienezza della vita! Si educa per conoscere tante cose, cioè tanti contenuti importanti, per avere certe abitudini e anche per assumere i valori. Per favore, non lasciamoci rubare l’amore per la scuola! Grazie!». 

E’stata una giornata intensa e piena di emozioni. Abbiamo ripreso il nostro lavoro al lunedì successivo, ancora più convinti dell’importanza della nostra “missione educativa”, con l’intenzione di svolgere al meglio il nostro dovere, con impegno e costanza, portando nel cuore la “Benedizione” di Papa Francesco.

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