Curpètt’ – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 1 settembre 2014. Inserito in Costume e Società

Giuseppe Palmerio, Pippin’ titù, ha rappresentato a Pretoro i momenti mgliori della convivenza paesana. Allegro sempre, brillante, battuta pronta ed azzeccata. Suonatore di basso e gran bevitore. Le battute migliori le tirava fuori soprattutto quand’era su di giri. Quando durante l’estate tornava qualcuno dall’estero, appena lo vedeva sussurrava agli amici vicini: ah, arm’néut’ ssu mucch’lèus’ ? Al genero Rocco che lo vide una volta bere vino torbido e che gli disse:pà, ma cch’ t’ sti vèur’ la ciòrb’ ? ( pà, ma che ti stai bevendo il fango?), farfugliando rispose in italiano: ich..filtro io…filtro…ich!.

Bella la battuta che disse al prete don Lorenzo quando andò a trovarlo per chiedergli il compenso per il funerale della madre, za Giulia. Sai, Peppì, esordì con quel fare mellifluo comune a molti preti, sono venuto per quella cosetta, è passato tanto tempo, il mortorio…Sennò quella santa donna di tua madre non riposa in paradiso. E Peppino di rimando: don Lorè, n’n tiángh’ manch’ na nichèll’ nsaccòcc’…N’rpós’ ! Embè, a ècch’ na fatiat’ ma,., òcch’ fatóij’ allócch’ almèn’ ! Non ho neanche un soldo in tasca…Non riposa Ebbene, qui non ha mai lavorato, che lavori là almeno !

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