Il gattino impertinente – Felice Marcantonio

Scritto da Redazione il 8 settembre 2014. Inserito in Costume e Società

Za Libbrat’ era moglie di zì Caméll’ còccialòngh’. Abitavano a Pretoro in via Riparrucci, a pochi metri da casa mia. Sulla porta della loro casa era ricavata un’apertura per l’entrata e l’uscita del gatto. Molte altre case in paese avevano sulle porte d’ingresso un buco di accesso peri gatti, la gattarola. Alla donna i gatti piacevano particolarmente e quando ne vide uno piccolo e vivacissimo in casa di una nipote, decise di adottarlo. Cercava di prenderlo ma la bestiola le sfuggiva continuamente di mano. Ad un tratto, il furfantello, s’infilò sotto la gonna della donna arrampicandosi sulle cosce nude graffiandole. In quei tempi le donne d’età non portavano le mutande. Zia Liberata allibita e temendo il peggio cominciò a scuotere vigorosamente la gonna costringendo l’impudente alla fuga.Quando la stuzzicavo per farmi raccontare il fatto, esordiva: eh, F’lì, mo v’dóiv’ brótt’ ca vót’…M’ rasc’chés’ tótt’ na còss’…Stav’ p’ rr’vià llóch’, stav’…Ch’ c’ pazzóij’ téu !!! ( eh, Felice, me la vidi brutta quella volta…Mi graffiò tutta una coscia…Stava per arrivare lì, stava…Che ci scherzi tu !!!)

Trackback from your site.

27 views

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.