CHIUSO L’OSPEDALE di GUARDIAGRELE

Scritto da Redazione il 29 febbraio 2016. Inserito in News

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In un momento così drammatico per la Storia di Guardiagrele sentiamo la necessità di ribadire la verità sull’Ospedale.

Si rende necessario ricostruire alcune importanti tappe della storia dell’Ospedale di Guardiagrele. Troppe voci, troppo chiacchiericcio, troppe strumentalizzazioni e troppo fumo negli occhi. La VERITÀ, anno per anno:

2005-2008 Il centrosinistra vince le Elezioni Regionali ed eredita un debito enorme, di quasi un miliardo eottocento milioni di €, con l’obbligo di ridurre i posti letto di circa mille unità. Viene approvata una serie di programmazioni (Piano Sanitario Regionale, Piano di rientro, Legge sul riordino della rete ospedaliera, legge sulla inappropriatezza dei ricoveri, riduzione budget e tariffe alle cliniche private, ecc.) Il Piano sanitario Regionale (vedi allegato), grazie all’emendamento di Franco Caramanico, salva i piccoli ospedali, tagliando alle cliniche private e risanando di fatto la sanità abruzzese (come certificato dall’Agenzia Sanitaria Regionale nel 2010). Guardiagrele, viene riconvertito in ospedale medico/geriatrico con una dotazione di 104 posti letto per acuti, 2 cliniche universitarie e viene acquistata l’apparecchiatura TAC. Guardiagrele viene inserita all’interno di un unico presidio ospedaliero con Chieti ospedale di eccellenza, Guardiagrele ospedale medico/geriatrico ed Ortona ospedale Chirurgico.

2010 Il governo regionale Chiodi decide di chiudere tutti i piccoli ospedali (Guardiagrele, Casoli, Gissi,Pescina, Tagliacozzo). Per difendere l’ospedale di Guardiagrele viene promossa da tutte le realtà politiche locali una petizione popolare (firmata da 6700 persone) al fine di contrastare la chiusura attraverso l’applicazione del Piano Sanitario approvato nel 2008 (allegato 2) . Proprio sulla difesa di tale Piano Sanitario, l’avvocato Simone Dal Pozzo incentrerà in seguito la sua, purtroppo fallimentare, azione legale.

2012 Viene bloccata la chiusura dell’ospedale grazie ad un accordo politico datato 25 gennaio 2012,firmato dal Consigliere Regionale Franco Caramanico, dall’ex sindaco Sandro Salvi e dall’ex assessore regionale Lanfranco Venturoni (accordo criticato aspramente dal PD locale).

2014 A giugno, nella nuova Giunta Regionale viene eletto Assessore alla Sanità Silvio Paolucci, anche grazie ai voti del PD guardiese. La Regione propone a Guardiagrele la REMS (Residenza Esecuzione Misure di Sicurezza Sanitaria). Caramanico sosteneva con forza che l’introduzione di questo tipo di utenza avrebbe rafforzato il reparto di Psichiatria, e quindi l’ospedale. Mentre sia il Sindaco Salvi che il candidato Dal Pozzo si dichiarano fortemente contrari alla REMS, causando la chiusura del reparto di psichiatria di Guardiagrele. A ciò si aggiunge una ulteriore, grave, riduzione dei posti letto.

2015 Cambia l’atteggiamento di Simone Dal Pozzo, condizionato dal governo PD (già nel programma elettorale non si parla più di ospedale per acuti, ma solo di “servizi minimi assistenziali”). Franco Caramanico fin dall’insediamento sollecita l’Amministrazione a fissare un Consiglio Comunale sull’ospedale, e, insieme a “Progetto Per Guardiagrele”, finalmente ottiene, adistanza di circa sei mesi (23 dicembre), la convocazione del Consiglio. Sarrebbe stato più facile difendere il nostro ospedale se il sindaco avesse accettato la proposte di Caramanico di accettare la REMS come elemento per potenziare il reparto di psichiatria e quindi perr il potenziamento dell’ospedale, invece di fare ricorso contro la regione e non avere il coraggio di confrontarsi con i vertici della SASL per trovare una soluzione condivisa.

Sui giornali leggiamo che il Sindaco scrive “desideriamo proseguire la collaborazione con le forze presenti in consiglio comunale , con l’auspicio che nessuno ceda a tentativi di speculazione che, non farebbero altro che indebolire le successive fasi del confronto”. Ad onor di cronaca, ad oggi la collaborazione non c’è stata: bocciato un emendamento sul ruolo dell’ospedale (seguiamo il nostro programma, è stato detto); un’interpellanza in merito non è discussa; convocazione del Consiglio Comunale a distanza di tanti, troppi preziosi mesi dalla richiesta.

Il gruppo “Insieme Si Può” si è impegnato fin dall’insediamento della nuova Amministrazione ad organizzare eventi informativi, comizi e proposte sul tema “Ospedale”, iniziative ignorate da una amministrazione comunale arrogante ed irresponsabile.

2016 L’Assessore regionale Silvio Paolucci comunica che il 1 marzo l’ospedale chiude.

CONCLUSIONI: una decisione che arriva dopo circa 20 anni di lunghe battaglie portata avanti con coraggio e determinazione, ma sopratutto con un gioco di squadra che, spesso, è andato oltre gli schieramenti politici. Quando Guardiagrele era rappresentata nel Governo Regionale, si è avuta la forza di difendere e potenziare il nostro ospedale. Purtroppo in questi ultimi tempi, è prevalso il qualunquismo, l’irresponsabilità , di persone e schieramenti che , anziché preoccuparsi del futuro continuano a scaricare responsabilità , in modo vergognoso sul passato e su quelle persone che hanno avuto ruoli importanti nella politica regionale e locale. Oggi, che non ci sono rappresentanti e, nonostante il PD sia a capo delle istituzioni regionali e locali, l’ospedale chiude. Questa è la vera Storia, documentata, concreta e non estemporanea. Altri potranno continuare a divertirsi scaricando le responsabilità su altri, noi siamo solo molto amareggiati per le tante occasioni sprecate.

Gruppo Insieme si Può

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